Comunicati
24 febbraio 2010
Scuole cattoliche, una proposta indecente
Comunicato stampa consigliere regionale PRC Roberto Antonaz
Una proposta indecente.
E’ stata presentata in Consiglio regionale sottoscritta da tutte le forze del centro-destra , dall’UDC al sedicente Popolo delle libertà, dalla Lega al “pensionato” Ferone, una Proposta di legge che fissa nuovi criteri per finanziare gli alunni delle scuole private che in FVG sono quelle cattoliche. Una nuova elargizione di risorse e di privilegi rischia di arrivare alle poche famiglie che hanno deciso di far frequentare ai loro figli le scuole confessionali, scelta del tutto legittima ma che come prescrive la Costituzione “non deve avere oneri dello Stato”, cioè denari pubblici.
Così mentre la Gelmini continua nell’opera di smantellamento sistematico della scuola pubblica –tra cui la decisione di abbassare l’obbligo scolastico a 15 anni, in controtendenza con tutti i Paesi del mondo!- senza contrasti da parte dell’opposizione parlamentare, la maggioranza che governa la Regione intende aumentare le contribuzioni ed ampliare l’accesso alle scuole private. Tutto questo mentre la scuola pubblica della regione versa in condizioni preoccupanti a causa dei tagli statali e del licenziamento dei precari e la crisi economica rende sempre più un’impresa far studiare i propri figli. Invece che trovare risorse per il diritto allo studio della stragrande maggioranza degli alunni, si vorrebbe sostenere i circa 3 mila alunni delle scuole cattoliche, in prevalenza provenienti da famiglie benestanti. Una legge insomma che, poco cristianamente, prende ai poveri per dare ai ricchi.
Ma vediamone i contenuti. Innanzitutto si prevede di cancellare nella determinazione dei contenuti il parametro ISEE, che avevamo introdotto nella scorsa legislatura, si vuole infatti calcolare non il reddito reale, bensì il “reddito effettivamente disponibile della famiglia, depurato dal patrimonio mobiliare ed immobiliare (sic!)”. Si innalza poi a 60 mila euro il tetto di reddito imponibile per accedere ai finanziamenti, ma non basta perché vengono introdotte deduzioni cospicue di ben 6 mila euro per ogni familiare a carico, quando si risiede in una casa in affitto,ecc. L’importo, fantasiosamente definito “Situazione Economica Equivalente (SEE) del nucleo familiare”, potrebbe così arrivare , tra depurazioni e deduzioni, a 80/100 mila euro e oltre. Il contributo è garantito, inoltre, per tutto il ciclo di studi per non creare “incertezze nelle famiglie”. L’istruttoria delle domande (raccolta e determinazione dell’assegno) viene, infine, attribuita alle stesse scuole private, cioè il beneficiario è anche il controllore.
A giustificazione dei favori a famiglie benestanti, nell’introduzione alla legge, viene riportata una tabella indecente dalla quale si deduce che il figlio di una famiglia che ha un reddito di 65 mila euro costa il doppio di chi si ferma a 26 mila. Cioè i figli dei ricchi costano di più e quindi bisogna aiutarli di più. L’ideologia classista a volte acceca, ma ciò che indigna è che oggi questi signori non hanno nessun pudore a sbandierarla.
Roberto Antonaz Consigliere regionale PRC Friuli Venezia Giulia
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