Regione
3 marzo 2010
Basta discriminazioni per legge
Rivedere novità introdotte dalla Lega e da Tondo per ritornare a un welfare solidale
Dopo la bocciatura delle norme razziste votate del Governo regionale Basta discriminazioni per legge Rivedere novità introdotte dalla Lega e da Tondo per ritornare a un welfare solidale
Questo fine settimana dei diritti non poteva continuare meglio. Dopo la presentazione sabato del documento “i diritti alzano la voce”, sottoscritto da moltissimi soggetti del volontariato, della cooperazione, dell’associazionismo e la riuscita manifestazione dei migranti del 1 marzo, è arrivata la notizia che il Governo ha impugnato la finanziaria regionale.
E’ la risposta migliore alla Giunta Tondo e alla Lega in particolare, che nel loro furore stanno rendendo il welfare regionale accessibile a pochi, escludendo progressivamente sempre più larghe fasce della popolazione con norme anticostituzionali e contrarie ai dettati dell’Unione Europea.
Dunque, come avevamo detto assieme al resto dell’opposizione e con i alcuni Sindaci, è riconosciuto che riservare i servizi ai soli cittadini comunitari residenti in regione da almeno 36 mesi è illegittimo. Non solo vergognoso politicamente, ma lesivo delle norme statali sui diritti fondamentali.
Questo schiaffo subito dalla maggioranza regionale deve servirle a cambiare la rotta, evitando di accanirsi ulteriormente sui più deboli con la scusa del risparmio. Credo che la presa d’atto che l’ideologia leghista non solo sta creando una reazione da parte di tutti coloro che non credono solidarietà e uguaglianza valori superati, ma per quanto riguarda il FVG addirittura Berlusconi e Maroni ritengono troppo xenofobe le leggi di questa Giunta.
Proponiamo alla Giunta regionale di non resistere di fronte alla Corte Costituzionale e di impegnarsi a modificare con urgenza la norma, come segnale di cambiamento. Inizi, invece, a confrontarsi con gli operatori del settore, con i Comuni che poi devono erogare i servizi, con tutte le forze politiche perché un patrimonio di tutti, come i diritti di cittadinanza, non si può lasciare al ricatto di un’unica forza politica.
Pensiamo inoltre che ci debba essere una normativa organica in materia di accoglienza e integrazione, dopo l’abrogazione della legge 5 operata nei primi mesi di questa legislatura. Nonostante le promesse, passati quasi due anni, ancora non c’è stata una proposta da parte della destra regionale. Forse perché sul tema le contraddizioni sono così grandi che non riescono a gestirle unitariamente?
Kristian Franzil
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