{"id":245,"date":"2013-02-28T13:22:25","date_gmt":"2013-02-28T12:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/web.rifondazione.it\/archiviostorico\/?p=245"},"modified":"2013-02-28T13:22:25","modified_gmt":"2013-02-28T12:22:25","slug":"cronologia-del-prc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/2013\/02\/28\/cronologia-del-prc\/","title":{"rendered":"Cronologia del Prc"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3 Febbraio 1991<br \/>\nRimini \u2013 Nasce il movimento per la Rifondazione comunista.<br \/>\nUna novantina di delegati al XX congresso, che decreta lo scioglimento del Pci (con 807 voti favorevoli, 75 contrari e 49 astenuti) e la contestuale nascita del Pds, non aderisce alla nuova formazione e d\u00e0 vita al Movimento per la Rifondazione comunista. Ne fanno parte: Armando Cossutta, Sergio Garavini (coordinatore nazionale), Lucio Libertini, Rino Serri, Ersilia Salvato, Nichi Vendola, Franco Giordano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 maggio 1991<br \/>\nRoma \u2013 Lucio Magri lascia il gruppo parlamentare del Pds alla Camera. Lo stesso fa Luciana Castellina all\u2019europarlamento di Strasburgo. Con loro il gruppo ex Pdup lascia la Quercia per aderire a Rifondazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 giugno 1991<br \/>\nRiccione \u2013 L\u2019VIII congresso di Democrazia Proletaria delibera lo scioglimento del partito e la confluenza nel Movimento per la Rifondazione Comunista, ove quindi approdano, tra gli altri, Giovanni Russo Spena, Paolo Ferrero, Marida Bolognesi, Luigi Vinci, Livio Maitan, Marco Ferrando, Domenico Jervolino, Luigi Malabarba, Salvatore Cannav\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12-14 dicembre 1991<br \/>\nRoma \u2013 I 1.300 delegati al I congresso sanciscono la nascita del Partito della Rifondazione comunista (Prc). Viene istituito un Comitato politico nazionale, erede del Comitato centrale del Pci. Questi elegge segretario Sergio Garavini. Viene inoltre istituita la carica di presidente, appannaggio di Armando Cossutta. Il congresso stabilisce infine che nel Prc sono tollerate le correnti organizzate, mai accettate dal Pci.<\/p>\n<p>5 aprile 1992<br \/>\nAlle elezioni politiche, prima prova delle urne dopo la scissione, il Prc prende il 5,6% alla camera e il 6,5% al senato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primavera 1993<br \/>\nSi approfondisce la divergenza tra Garavini e Cossutta. In maggio la direzione nazionale boccia la proposta di unit\u00e0 di azione con il Pds avanzata dal segretario Sergio Garavini, che di conseguenza rassegna le proprie dimissioni, mentre il partito viene affidato a un direttorio che lo deve guidare al II congresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 maggio 1993<br \/>\nFausto Bertinotti lascia polemicamente il Pds insieme ad altri 30 dirigenti sindacali della Cgil. Lo stesso fa Pietro Ingrao, che dopo la battaglia contro lo scioglimento del Pci aveva preferito rimanere \u201cnel gorgo\u201d del Pds.<\/p>\n<p>17 settembre 1993<br \/>\nBertinotti si iscrive al Prc. Cossutta e Magri lo vogliono subito alla segreteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">23 gennaio 1994<br \/>\nDopo il II congresso del Prc, Bertinotti viene eletto segretario dal Comitato politico con 160 voti a favore su 193. Cossutta \u00e8 confermato presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primavera 1994<br \/>\nAlle elezioni politiche il Prc si presenta insieme all\u2019alleanza dei progressisti che esce sconfitta dalla sfida con la destra berlusconiana appena scesa in campo. Il Prc ottiene il 6%<\/p>\n<p>12 giugno 1994<br \/>\nAlle elezioni europee il Prc ottiene 6 europaramentari grazie al 6,0%<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">22 dicembre 1994<br \/>\nBerlusconi \u00e8 costretto a dimettersi a causa del venir meno della fiducia della Lega. Il Prc ha presentato una propria mozione di sfiducia al governo autonoma da quella firmata da carroccio, popolari e pidiessini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">25 gennaio 1995<br \/>\n14 deputati del Prc, tra cui Garavini e il capogruppo Famiano Crucianelli, votano la fiducia al governo Dini permettendo la sua nascita in aperto dissenso con l\u2019indicazione contraria del partito sostenuta da Bertinotti e Cossutta. Crucianelli si dimette e viene sostituito da Oliviero Diliberto. Il Prc decide di non prendere formalmente provvedimenti, ma scoppiano forti tensioni e accese polemiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marzo 1995<br \/>\nI dissidenti sostengono anche la manovra economica bis del governo Dini, recante anche la riforma del sistema previdenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giugno 1995<br \/>\n14 deputati, 3 senatori, 2 europarlamentari lasciano il Prc per dare vita al Movimento dei comunisti unitari che tre anni dopo confluir\u00e0 nella costituente dei Ds. Tra gli esuli una parte considerevole dell\u2019ex Pdup (Magri, Castellina, Crucianelli) e Garavini.<br \/>\nIntanto alle regionali i consensi del Prc sono cresciuti fino all\u20198% grazie anche alla battaglia contro la riforma previdenziale. Le forze di centrosinistra si rendono disponibili per un accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">25 ottobre 1995<br \/>\nIl centrodestra cerca di far cadere con una mozione di sfiducia il governo Dini, che si salva grazie alle astensioni del Prc che in cambio strappa a Dini l\u2019impegno a dimettersi in dicembre per andare a nuove elezioni.<\/p>\n<p>6 dicembre 1996<br \/>\nRomano Prodi presenta il documento di programma della coalizione dell\u2019Ulivo, che Prc e Verdi per\u00f2 respingono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Febbraio 1996<br \/>\nIl Cpn del Prc approva la proposta di \u201cpatto di desistenza\u201d con l\u2019Ulivo avanzata da Bertinotti e Cossutta con il voto contrario delle minoranze trotzkyste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21 aprile 1996<br \/>\nAlle elezioni, da cu esce vincitore Prodi, il Prc raggiunge il suo massimo storico, l\u20198,6% alla Camera e il 7,5 al Senato. Il partito decide l\u2019appoggio esterno al governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicembre 1996<br \/>\nAl III congresso la mozione di Bertinotti e Cossutta favorevole a \u201cinfluenzare l\u2019esperienza del governo Prodi\u201d ottiene l\u201985,48% dei consensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 ottobre 1997<br \/>\nIl capogruppo Diliberto presenta una mozione, firmata anche da Bertinotti e Cossutta, che boccia la finanziaria del governo Prodi. Il presidente del consiglio non aspetta il voto e presenta le sue dimissioni. Grazie a una mediazione, in cui rientra l\u2019impegno del governo a varare una legge sulla riduzione a 35 ore dell\u2019orario di lavoro entro il 2001, la crisi rientra. Tuttavia Bertinotti non \u00e8 soddisfatto quanto Cossutta della ricomposizione, e cominciano ad acuirsi il dibattito e il divario interni che dureranno per tutta la prima met\u00e0 del 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16 settembre 1998<br \/>\nProdi presenta la manovra finanziaria. Bertinotti \u00e8 risolutamente critico e lancia la parola d\u2019ordine \u201csvolta o rottura\u201d, Cossutta \u00e8 invece propenso a trattare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3-4 ottobre 1998<br \/>\nAl Comitato politico la mozione bertinottiana a favore della rottura col governo ottiene 188 voti favorevoli, quella di Cossutta per la trattativa 112, quella della minoranza trotzkysta, anch\u2019essa contro il governo, 24. Il giorno successivo Cossutta si dimette da presidente del Prc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 ottobre 1998<br \/>\nIl gruppo del Prc si spacca nella votazione sulla fiducia a Prodi, che viene approvata per un voto di scarto. Due giorni dopo Cossutta, Diliberto e gli altri sostenitori dell\u2019accordo lasciano il Prc per fondare il Partito dei comunisti italiani, che appoggia e entra a far parte dei successivi governi guidati da Massimo D\u2019Alema e Giuliano Amato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marzo 1999<br \/>\nSi svolge a Rimini il IV congresso del Prc. Alla mozione del segretario, sostenuta anche da ex cossuttiani e dai trotzkysti dell\u2019area di Livio Maitan, che ottiene l\u201984% dei consensi, si contrappone solo la componente trotzkysta di Ferrando e Grisolia. Il termine Rifondazione viene inserito nel simbolo.<\/p>\n<p>Giugno 1999<br \/>\nBertinotti sostiene l\u2019esigenza di \u201crompere la gabbia del centrosinistra\u201d. Alle elezioni europee, per\u00f2, il Prc raccoglie il 4%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luglio 1999<br \/>\nAl Comitato politico Bertinotti avanza la proposta di un forum \u201caperto alla sinistra antagonista e ai movimenti anti-liberisti\u201d. Tuttavia il Prc non sar\u00e0 presente ufficialmente a Seattle nelle mobilitazioni contro il terzo forum dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio e ad analoghi appuntamenti, fino alla protesta contro la Conferenza intergovernativa della Ue a Nizza che nel dicembre 2000 vedr\u00e0 in prima linea Verdi e Prc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aprile 2000<br \/>\nAlle elezioni regionali il Prc stipula accordi di governo e di desistenza in tutte le regioni tranne che in Toscana. Ma le elezioni sono un successo della destra che vince in 10 regioni su 15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21 gennaio 2001<br \/>\nIn occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla fondazione del Pci a Livorno, Bertinotti invita a riscoprire le radici marxiste ma a sradicare al contempo dal partito ogni residuo di stalinismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 maggio 2001<br \/>\nDopo una lunga trattativa con l\u2019Ulivo il Prc decide per il \u201cpatto di non belligeranza\u201d, che lo porta a correre nella sola quota proporzionale per la Camera in modo indipendente per il Senato. Rifondazione ottiene il 5%, unico partito fuori dai poli a superare lo sbarramento del 4. Tuttavia la scelta frutter\u00e0 forti contestazioni da parte ulivista in quanto la mancata intesa priva il centrosinistra di circa 40 deputati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19-21 luglio 2001<br \/>\nIl Prc \u00e8 tra i protagonisti, insieme alla Fiom e ai Verdi e al vasto arcipelago delle associazioni e dei movimenti, del Social Forum di Genova in occasione del G8.<\/p>\n<p>15-16 dicembre 2001<br \/>\nVengono approvate dal Cpn le 63 tesi alla base del successivo V congresso del Prc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4-7 aprile 2002<br \/>\nSi svolge a Rimini il V congresso. Nella sua relazione introduttiva Bertinotti pone la questione della costruzione di un nuovo progetto politico di alternativa di societ\u00e0 fondato sul \u201cno alla guerra e no al neoliberismo\u201d. Bertinotti lancia inoltre la proposta di referendum per l\u2019estensione dell\u2019articolo 18, a sua volta sotto pressante attacco da parte delle forze padronali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">29 aprile 2003<br \/>\nNel dibattito che si svolge alla Camera sulla carcerazione di 75 dissidenti cubani e la fucilazione di 3 di loro il Prc presenta una mozione di aperta condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3-4 maggio 2003<br \/>\nPer la posizione assunta su Cuba, nel corso del Cpn Bertinotti viene fatto oggetto di numerose critiche, che respinge fermamente spiegando che il rifiuto della pena di morte \u00e8 \u201chic et nunc senza se e senza ma\u201d e non riguarda la storia di Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 marzo 2003<br \/>\nI leader del centrosinistra tornano a riunirsi per la prima volta tutti insieme con Bertinotti alla Camera. Alla fine dell\u2019incontro viene avviato il lavoro di alcune commissioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16 maggio 2003<br \/>\nBertinotti spiega l\u2019idea nuova di un rapporto organico con il centrosinistra che trova fondamento nella forza di partecipazione delle mobilitazioni per la pace e sull\u2019articolo 18, dichiarando che il Prc \u00e8 disponibile \u201csolo ad un accordo di programma e non a riesumare vecchie formule come la desistenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17 giugno 2003<br \/>\nLa direzione del Prc approva la ricerca di intese su basi nuove e di programma con tutto il centrosinistra con 21 voti a favore, 5 contro e 10 astenuti.<\/p>\n<p>28-29 giugno 2003<br \/>\nAnche il Cpn approva la nuova stagione dei rapporti unitari e di programma con 68 s\u00ec, 14 no e 1 astensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 gennaio 2004<br \/>\nA Berlino nasce il Partito della sinistra europea, cui aderiscono in un primo momento 11 formazioni politiche su 19 presenti. Bertinotti \u00e8 eletto primo presidente.<br \/>\nSull\u2019onda della stagione movimentista, l\u2019iniziativa \u00e8 frutto dell\u2019idea di dar vita a una formazione europea della sinistra alternativa che sia \u201cuna rottura di continuit\u00e0 con il passato, che non pu\u00f2 limitarsi a rinnegare lo stalinismo, ma che introduca la nonviolenza come elemento di riforma del comunismo stesso\u201d.<br \/>\nTuttavia al suo ritorno in Italia Bertinotti deve fronteggiare molte obiezioni interne, espressione anche del dissenso per una scelta maturata senza adeguato coinvolgimento del partito. La direzione approva con 21 s\u00ec e 17 no la costituzione della Se, mentre nel successivo Comitato politico la decisione del segretario passa con 67 voti favorevoli e 53 contrari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8-9 maggio 2004<br \/>\nA Roma si svolge il congresso fondativo della Sinistra europea italiana che elegge Bertinotti presidente all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11 ottobre 2004<br \/>\nI partiti dell\u2019Ulivo decidono di allargare la coalizione anche a Italia dei Valori e a Rifondazione. Nasce quindi un nuovo soggetto politico-elettorale, la Grande alleanza democratica, che poi prender\u00e0 il nome di Unione. Contestualmente si decide di svolgere elezioni primarie da tenersi nel 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30-31 ottobre 2004<br \/>\nIl Comitato politico decide che il congresso si svolger\u00e0 per mozioni contrapposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20-21 novembre 2004<br \/>\nIl Comitato politico licenzia 5 documenti congressuali, rappresentativi di altrettante componenti interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20 dicembre 2004<br \/>\nA causa del braccio di ferro tra Ulivo e Prc per la candidatura alla presidenza regione Puglia, si decide di svolgere le primarie cui concorreranno Francesco Boccia e Nichi Vendola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16 gennaio 2005<br \/>\nVendola sovverte i pronostici e vince le primarie in Puglia. Bertinotti lancia la propria candidatura alle primarie per la premiership.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3-6 marzo 2005<br \/>\nAl palazzo del cinema di Venezia di apre il VI congresso del Prc. Bertinotti arriva al congresso con il 59% dei consensi, pari a 409 delegati. L\u2019area dell\u2019Ernesto e Essere comunisti (Grassi) ne ha 181. Le tre minoranze trotzkyste: Ferrando 45, Malabarba 45, Bellotti 11.<br \/>\nAl congresso viene annunciata e applaudita l\u2019iscrizione al Prc di Pietro Ingrao. Bertinotti annuncia che \u00e8 la sua ultima volta da segretario e invoca il \u201cricambio generazionale\u201d. Il Cpn lo elegge con 143 s\u00ec, 85 no, 2 astenuti, 30 non partecipanti al voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2-4 aprile 2005<br \/>\nElezioni regionali. L\u2019Unione vince in 12 regioni su 14. Vendola diventa presidente della Puglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottobre 2005<br \/>\nAlle primarie partecipano oltre 4 milioni di persone. Prodi ottiene un vasto consenso. Bertinotti arriva secondo con il 14,7%, pari a 631.592 voti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9-10 aprile 2006<br \/>\nDopo tre legislature di uninominale maggioritario con un quarto di quota proporzionale alla Camera (Mattarellum), si vota con la nuova legge elettorale proporzionale (Porcellum). L\u2019Unione vince di misura, di fatto non riuscendo neanche a prevalere al Senato. Il Prc ottiene il 5,8% alla Camera e il 7,4 al Senato, nonch\u00e9 il massimo storico degli eletti: 41 deputati e 27 senatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">29 aprile 2006<br \/>\nFausto Bertinotti viene eletto presidente dell\u2019assemblea di Montecitorio e lascia quindi la segreteria del Prc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 maggio 2006<br \/>\nIl Comitato politico elegge nuovo segretario del Prc Franco Giordano con 139 voti a favore, 7 voti a Ferrando, 47 schede bianche, 9 nulle. Tanto da parte della componente di Grassi che di quella trotzkista l\u2019astensione vuol essere \u201csegnale di apertura e di verifica della gestione del partito\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17 maggio 2006<br \/>\nNasce il governo Prodi. Unico ministro del Prc \u00e8 Paolo Ferrero (alle politiche sociali), Patrizia Sentinelli \u00e8 viceministro (agli esteri), 6 i sottosegretari, tra cui Alfonso Gianni (Sviluppo economico). Nelle settimane successive Francesco Forgione \u00e8 eletto presidente della Commissione parlamentare antimafia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18 giugno 2006<br \/>\nLa componente trotzkista guidata da Marco Ferrando e Franco Grisolia lascia il partito in polemica con la sua deriva giudicata moderata e filogovernativa per fondare il Partito comunista dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 dicembre 2007<br \/>\nSinistra critica, componente guidata da Salvatore Cannav\u00f2, Franco Turigliatto e Luigi Malabarba, lascia il Prc dopo un anno di convivenza sempre pi\u00f9 difficile segnata dall\u2019approfondirsi delle divergenze in special modo rispetto alla partecipazione al governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21 febbraio 2007<br \/>\nImperversa la questione del rifinanziamento della missione in Afghanistan. Prodi si dimette a seguito della mancata approvazione di un ordine del giorno sulla politica estera al senato. Sul Prc si abbatte la bufera a causa della mancata partecipazione al voto di Franco Turigliatto, anche se a essere determinante \u00e8 il voto contrario di tre senatori a vita. In una settimana la crisi viene superata e il governo prosegue il suo corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">25 febbraio 2007<br \/>\nBertinotti lancia dalle colonne di Liberazione l\u2019idea di unificazione delle forze di sinistra che gi\u00e0 era alla base della Sinistra europea, ma andando al di l\u00e0 anche di quella formulazione, al fine di realizzare un soggetto con la \u201cmassa critica\u201d necessaria a fronteggiare e competere con il nascituro Partito democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">27-28 maggio 2007<br \/>\nAlle amministrative il Prc subisce un complessivo arretramento in tutti gli enti per cui si vota, passando da una media del 6 a una del 4% nelle amministrazioni interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 giugno 2007<br \/>\nIl sit-in indetto insieme alle altre forze di sinistra dell\u2019Unione per contestare la visita del presidente Bush \u00e8 un flop, mentre non lontano la manifestazione delle aree di movimento \u00e8 un successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20 ottobre 2007<br \/>\nRiscuote successo la manifestazione indetta da \u2018il manifesto\u2019, \u2018Liberazione\u2019 e \u2018Carta\u2019 per sollecitare la sinistra a farsi sentire nel paese e nel governo. Alla manifestazione aderisce in massa il Prc (e anche il Pdci), non fa lo stesso invece Sinistra democratica, la forza guidata da Fabio Mussi nata dallo scioglimento dei Ds.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8-9 dicembre 2007<br \/>\nSi svolge alla Fiera nuova di Roma l\u2019Assemblea della sinistra e degli ecologisti, detta degli \u201cStati Generali\u201d perch\u00e9 lancia l\u2019aggregazione di Prc, Pdci, Sd e Verdi sotto un\u2019unica insegna: \u201cla Sinistra l\u2019Arcobaleno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">23 gennaio 2008<br \/>\nCade il governo Prodi in conseguenza del fatto che al Senato \u00e8 venuto meno l\u2019appoggio dell\u2019Udeur di Clemente Mastella (a sua volta sottoposto a inchieste giudiziarie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13-14 aprile 2008<br \/>\nAlle elezioni politiche le liste della Sinistra l\u2019Arcobaleno subiscono una pesantissima sconfitta e rimangono sotto tutte le soglie di sbarramento. Il Prc, insieme agli altri partiti dell\u2019aggregazione, \u00e8 fuori dal parlamento nazionale con il 3,0% alla Camera e il 3,2% al Senato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20 aprile 2008<br \/>\nPrendendo atto del verdetto critico delle urne, il segretario, Franco Giordano e tutta la segreteria si presentano dimissionari rimettendo il mandato al Comitato politico nazionale, il quale affida la guida del Prc a un Comitato di gestione, composto da 12 esponenti, incaricato di traghettare il partito al VII congresso. Frattanto, infatti, si \u00e8 venuta configurando in seno al partito una disarticolazione della maggioranza uscita dal precedente congresso di Venezia. Il dibattito congressuale che ne scaturisce vede a confronto 5 mozioni tra loro concorrenti e espressione di una nuova articolazione interna delle componenti e delle opzioni politiche.<\/p>\n<p>24-27 luglio 2008<br \/>\nSi svolge a Chianciano Terme il VII congresso del Prc<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quattro giorni di assemblea, il VII Congresso, con 142 voti a favore, 134 contrari, 4 schede bianche e un&#8217;astensione, elegge Paolo Ferrero alla carica di segretario nazionale del Prc-Se.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia cronologica di Rifondazione Comunista dal 1991 al 2008<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-245","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-leggi-anche"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=245"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}