{"id":260,"date":"2013-02-28T13:52:14","date_gmt":"2013-02-28T12:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/web.rifondazione.it\/archiviostorico\/?p=260"},"modified":"2013-02-28T13:52:14","modified_gmt":"2013-02-28T12:52:14","slug":"marina-rossanda-il-manifesto-2-aprile-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/2013\/02\/28\/marina-rossanda-il-manifesto-2-aprile-2009\/","title":{"rendered":"Marina Rossanda &#8211; Il Manifesto &#8211; 2 aprile 2009"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La levit\u00e0 di &#8220;Mimma&#8221;<\/p>\n<p>Scritto da Tommaso Di Francesco<br \/>\nVenerd\u00ec 03 Aprile 2009 09:16<\/p>\n<p>il Manifesto, 2 aprile 2009, ultima pagina (a pagina intera)<\/p>\n<p><strong>Marina rossanda o la vita piena<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due originali iniziative per ricordare Marina \u00abMimma\u00bb Rossanda: l&#8217;istituzione di un \u00abFondo\u00bb con interventi, leggi, carte, materiale iconografico. E un libro di voci sulla Palestina, testimonianze, racconti di vita e di lavoro.<br \/>\nDue originali iniziative per ricordare Marina Rossanda, che ci ha lasciato nel dicembre del 2006. L&#8217;istituzione di un \u00abFondo\u00bb intitolato a suo nome di scritti, interventi, leggi, iniziative, con introduzioni e memorie a cura di Eleonora Lattanzi e Linda Santilli pubblicato tra i materiali dell&#8217;Archivio femminista Rosa Luxemburg (Rifondazione comunista) e dell&#8217;Associazione Parola di donna, che \u00e8 stato presentato a Roma a Palazzo Mattei la scorsa settimana, anche con una introduzione del \u00abfondo immagini\u00bb che ha suscitato nell&#8217;affollata assemblea degli intervenuti una forte emozione. E, in contemporanea, un libro di testimonianze, racconti di vita e di lavoro Marina (Mimma) Rossanda, a cura di Elisabetta Lasagna. Due iniziative (per inf. gruppoarchivio@gmail.com) che hanno il merito di attualizzare l&#8217;impegno e il percorso di vita di \u00abMimma\u00bb, le sue esperienze indimenticabili e \u00abpiene\u00bb, tantopi\u00f9 in questa stagione di vuoto a sinistra.<br \/>\nUn tragitto il suo tutt&#8217;altro che facile. Subito, sin dall&#8217;infanzia quando &#8211; ricorda Rossana Rossanda &#8211; una malattia trasform\u00f2 la sua complessione di \u00abbellissima bambina grassottella in un&#8217;esile ragazzina\u00bb dal corpo anzitempo indebolito. Poi con la decisione di diventare medico, specializzato in anestesia, con un lungo studio sulle tecniche di rianimazione nei pazienti in coma per lesioni cerebrali che la porteranno, negli anni Settanta, a contribuire all&#8217;apertura del Servizio di Neurochirurgia all&#8217;ospedale Niguarda di Milano &#8211; i reparti di neurorianimazione e di neuroradiologia saranno i primi d&#8217;Italia, da allora centri di eccellenza per la cura dei traumi cranici. E sempre attiva politicamente a indagare i limiti specifici della medicina e della figura del medico, ad approfondire il tema della prevenzione, della salute e del benessere, delle strutture sanitarie da trasformare con i nuovi soggetti protagonisti della lotta per la salute. Interna a quel crogiolo creativo che fu Medicina Democratica, sull&#8217;ambiente di vita e di lavoro entrambi ridotti a merce, sulla nascita e l&#8217;aborto, sulla genetica e bioetica, sulla vecchiaia possibile, sui limiti ma anche sul valore dei trapianti. \u00abMimma\u00bb che corre in Sicilia e l\u00ec si scontra con apparati sanitari reali quanto malavitosi, inguaiandosi con una denuncia per \u00abmendicit\u00e0 abusiva\u00bb perch\u00e9 raccoglieva fondi per il Vietnam, e che va a Stoccolma a verificare il welfare pi\u00f9 prossimo da confrontare con l&#8217;arretratezza italiana. Severa, come quando obblig\u00f2 un agente di polizia che aveva sparato ad un ragazzo grazie alla Legge Reale, a restare davanti la porta della stanza del ragazzo colpito, di notte e di giorno, perch\u00e9 capisse il danno irreparabile che aveva provocato.<br \/>\nE che per questa sua modalit\u00e0 di \u00abrossa ed esperta\u00bb finir\u00e0 nelle istituzioni &#8211; prima come rappresentante del Pci in Senato per due legislature e poi nel Consiglio regionale del Lazio per Rifondazione comunista &#8211; dove s&#8217;impegna sulla sanit\u00e0 in un&#8217;ottica di \u00abservizio\u00bb che tiene sempre accanto la verifica pi\u00f9 importante e decisiva: quelladentro la realt\u00e0, tra le persone, gli umili, gli sconfitti. Da questo punto di vista, l&#8217;esperienza probabilmente pi\u00f9 importante della vita di Marina \u00abMimma\u00bb Rossanda fu quella palestinese. Una realt\u00e0 che frequent\u00f2 nel profondo, non solo incontrando leader nell&#8217;esilio come Yasser Arafat, ma i Territori occupati, i campi profughi spesso nei momenti pi\u00f9 drammatici. Come nell&#8217;estate del 1982 a Beirut occupata dall&#8217;esercito israeliano guidato dal generale Sharon, dov&#8217;era corsa a portare aiuto sanitario e dove per giorni e giorni operer\u00e0 nell&#8217;unica sala operatoria di un ospedale di fortuna. L\u00ec scrive un prezioso diario che si conclude sotto l&#8217;incubo di un orrore che sta per accadere. E accade, quando Marina ormai non \u00e8 pi\u00f9 a Beirut: la strage di Sabra e Chatila. \u00abStrage che &#8211; ricorda Rossana Rossanda &#8211; la colp\u00ec come forse nulla di quel che aveva visto succedere durante la guerra mondiale\u00bb. Cos\u00ec come non smetteva di disperarsi perch\u00e9 l&#8217;esercito israeliano distruggeva tutti i piccoli, preziosi presidi sanitari che costruiva con altri. Nella Palestina occupata, insieme a Marisa Musu, Marina fa un incontro fondamentale: nell&#8217;ospedale di Hebron conosce Ghazala (Gazzella) una ragazza di 14 anni in coma perch\u00e9 ferita alla testa da proiettili sparati da coloni ebrei mentre usciva di scuola. \u00abMimma\u00bb, in missione per estendere la rete sanitaria di soccorso ai palestinesi che gi\u00e0 coinvolgeva Mustafa Barghouti, ne trae spunto per lanciare l&#8217;organizzazione \u00abGazzella\u00bb, impegnata da quel momento attraverso la pratica dell&#8217;adozione a distanza, a curare centinaia di bambine e bambini palestinesi feriti.<br \/>\nEra innamorata della Palestina, della sua cultura, delle profondit\u00e0 di Edward Said. Non si nascondeva le difficolt\u00e0, soprattutto vedeva la centralit\u00e0 del ruolo della donna in quella realt\u00e0 bloccata e infernale dove gi\u00e0 si presentavano gli integralismi religiosi e sopravvivevano le strutture patriarcali anche all&#8217;interno dei processi di liberazione. Nel saggio che istituisce il \u00abFondo\u00bb, Isabella Peretti ricorda lo sguardo illuminante e d&#8217;insieme di Marina Rossanda che nel suo Palestina amata e amara, essere donne in Israele, in Cisgiordania in Libano, denuncia le diverse condizioni delle donne in Medio Oriente ma tutte accomunate dalle conseguenze \u00abdello sradicamento, dell&#8217;esodo, degli sforzi di ricostruzione delle comunit\u00e0 sotto la pressione continua della guerra, della repressione e della emigrazione forzata\u00bb. Comunque per la sorte cara dei palestinesi Mimma anticipava nel 1989: \u00abPurtroppo il processo non \u00e8 concluso e il lieto fine non \u00e8 assicurato\u00bb. Vent&#8217;anni dopo, i massacri di due mesi fa a Gaza ci danno la conferma pi\u00f9 dolorosa.<br \/>\nCos\u00ec non \u00e8 un caso che proprio da un intellettuale palestinese molto legato al suo lavoro sanitario nei Territori occupati come Wasim Dahmash, arrivi la pi\u00f9 convincente descrizione di \u00abMimma\u00bb: \u00abIl coraggio che la spingeva a non retrocedere davanti alle situazioni estreme e ad andare dentro il massacro, era fatto non solo di determinazione ma anche di delicatezza. Quella delicatezza che faceva s\u00ec che non si dimenticasse, nel racconto dell&#8217;Intifada del 1987-1988, di avere fotografato un uccello che vive soltanto in quella parte del mondo, o di portare da Gerico pianticelle di olivo da regalare all&#8217;amico palestinese&#8230;\u00bb. Lei, animale umano, che scrive circondata dai suoi due gatti, Medea e Anacleto. Dolcissima quando scrive ad Adriano Mantovani, il compagno della sua vita, una breve poesia d&#8217;auguri di compleanno, rappresentazione di un sogno premonitore che individua il necessario, materiale termine di vita:<br \/>\n\u00abAmpia torre quadrata,\/ scala di pietra chiara.\/ A piedi nudi in abiti leggeri\/ con te la scendo.<br \/>\nAddio alla nostra casa.\/ Dagli archi aperti scende sui gradini\/ neve sottile.\/ Protesto, \u00e8 freddo.\/<br \/>\nTu sorridi. E tra poco?\/ So quale freddo attende.\/ Ma nelle mani unite\/ sta una calda certezza.\/<br \/>\nSi aprono gli archi, la torre rovina\/ e noi scendiamo lievi.\/ \u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La levit\u00e0 di &#8220;Mimma&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-260","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-leggi-anche"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazione.org\/archiviostorico\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}