Pubblichiamo l’intervento del Segretario del PRC-SE, Maurizio Acerbo, al recente Congresso del Partito della Sinistra Europea (Vienna 9-11, 2022).
Cari compagni e care compagne,l’attuale guerra rappresenta un punto di svolta nella storia del nostro continente. Non è un incidente nel percorso pacifico del capitalismo contemporaneo.Dopo trent’anni di guerre nel Sud del mondo e in Medio Oriente, siamo in guerra con la Russia e ci stiamo preparando al confronto con la Cina.Questa è la scelta del vertice Nato di Madrid. Questa guerra è il prodotto dell’escalation del confronto imperialista mondiale. Come Sinistra Europea non dobbiamo lasciarci arruolare dalla Nato, come è successo a tutti i governi europei.Dobbiamo respingere il ricatto morale di chi accusa noi pacifisti di essere dalla parte di Putin. Rosa Luxemburg era dalla parte dello zar o dell’impero britannico quando si oppose alla prima guerra mondiale e finì in carcere?Avete letto la nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti pubblicata dall’amministrazione di Joe Biden a ottobre? Siete pronti per la lotta tra “democrazie e autocrazie” per il controllo del mondo?
Abbiamo il dovere di respingere queste narrazioni e lottare qui in Europa contro la guerra e il riarmo, per una politica di pace tra i popoli e le classi lavoratrici di tutti i Paesi.I governi dell’Unione Europea hanno deciso un enorme aumento delle spese militari e la Germania un gigantesco investimento nel riarmo.I governi dell’Unione Europea hanno deciso di rinunciare ad assumere un ruolo di mediazione, come avvenne ai tempi degli accordi di Minsk.Non c’è giustificazione per l’invasione russa. È vero, ma è solo una parte della storia. I governi, USA ed europei, hanno aperto le porte della NATO all’Ucraina. Nel recente passato, i nostri Paesi avevano detto no all’Ucraina nell’alleanza NATO. Perché hanno cambiato posizione? Volevano la guerra?Non ci piace lo sciovinismo nazionalista, russo o ucraino. Lottiamo per l’autodeterminazione di tutti i popoli. E dovremmo ricordare cosa disse Gorbaciov sulla Crimea e sul Donbass.Come Papa Francesco, pensiamo che debba essere presa una posizione chiara per un cessate il fuoco immediato e l’apertura dei negoziati.E pensiamo che l’Unione Europea dovrebbe smetterla di parlare con le parole della NATO.Il 5 novembre, a Roma, centocinquantamila persone hanno manifestato per chiedere il cessate il fuoco e l’appello al negoziato.Nelle strade c’erano cittadini, sindacati e tanti tanti cattolici. Eravamo in piazza con una posizione chiara: “contro Putin, contro la Nato, fermate la guerra!”In questo momento storico è compito della sinistra radicale difendere i principi dell’antifascismo mentre Nato e Commissione Europea accolgono a braccia aperte anche l’estrema destra di Giorgia Meloni, il reggimento Azov e i reazionari sessisti polacchi.
Quel che conta per la NATO e per l’establishment è garantire che il grande capitale non venga disturbato e che venga proseguita la guerra. Da gennaio sono già morti circa duecentocinquantamila esseri umani. L’uso di armi nucleari non è più un tabù. Dobbiamo gridare: basta!E proporre, come i nostri compagni curdi in Medio Oriente, la via della convivenza.
