{"id":34242,"date":"2021-12-21T00:16:11","date_gmt":"2021-12-20T23:16:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifondazione.it\/esteri\/?p=34242"},"modified":"2021-12-21T00:16:11","modified_gmt":"2021-12-20T23:16:11","slug":"il-cile-avanti-a-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/2021\/12\/21\/il-cile-avanti-a-sinistra\/","title":{"rendered":"Il Cile avanti a sinistra"},"content":{"rendered":"<p>di Marco Consolo &#8211;<\/p>\n<p>Vittoria schiacciante di Gabriel Boric, candidato delle sinistre e del progressismo, al secondo turno delle elezioni presidenziali cilene con quasi 12 punti di vantaggio su Jos\u00e9 Antonio Kast, nostalgico della dittatura di Pinochet. Pi\u00f9 di 8.363.000 persone hanno votato domenica 19 dicembre, una cifra inattesa, che supera la soglia degli 8 milioni di voti, considerata il &#8220;Santo Graal&#8221; della politica cilena.<\/p>\n<p>Boric \u00e8 il pi\u00f9 giovane Presidente del Cile (36 anni quando entrer\u00e0 in carica l&#8217;11 marzo) e quello che ha ottenuto pi\u00f9 voti (4.620.890) nella storia del Paese, con una spettacolare rimonta dal primo turno (dal 26% al 56%). Dapprima dirigente del movimento studentesco, poi deputato per due mandati, ambientalista, il giovane Boric viene dal sud del Paese, rompendo anche simbolicamente il centralismo della politica cilena. \u00c8 stato eletto con la promessa di costruire un Cile plurinazionale in un quadro di rispetto per i popoli nativi, pi\u00f9 giusto ed egualitario, con un sistema sanitario e pensionistico pubblico, decentralizzando lo Stato per restituire il potere alle regioni e alle comunit\u00e0 locali, senza pi\u00f9 impunit\u00e0 per le violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p><strong><em>Il pericolo Kast<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Da parte sua, il pinochetista Jos\u00e9 Antonio Kast, ultra-liberista, misogino e xenofobo, ha ricevuto 3.650.088 voti (44,13%), trasformandosi nel perdente pi\u00f9 votato nella storia del Cile, con solo 150.000 voti in meno dei voti ricevuti da Pi\u00f1era nella sua vittoria del 2017. Al primo turno, Kast era arrivato primo, con il 28% dei voti, e al ballottaggio aveva ottenuto l&#8217;appoggio di tutta la destra (compresa una parte della DC).<\/p>\n<p>Il pedigree di Kast \u00e8 di tutto rispetto. Suo padre Michael si iscrisse al partito nazista mentre combatteva con le forze di occupazione naziste in Italia e nel resto d&#8217;Europa, e alla fine della guerra fugg\u00ec dalla Germania in Cile. Suo fratello, Miguel Kast, \u00e8 stato pi\u00f9 volte ministro nella dittatura civico-militare di Pinochet, nonch\u00e9 presidente della Banca Centrale. Lo zio Christian, collabor\u00f2 con la sanguinaria polizia politica del regime di Pinochet, la Dina. E ci sono diverse testimonianze dell&#8217;appoggio della famiglia Kast alla repressione di Pinochet nella zona di Paine, dove ha vissuto e fatto una piccola fortuna.<\/p>\n<p>Nel Cile di oggi, Kast incarna il bisogno di &#8220;legge e ordine&#8221;, gode di un&#8217;importante base elettorale e dell&#8217;appoggio della maggior parte della &#8220;famiglia militare&#8221;, cosa di cui il governo dovr\u00e0 tener conto.<\/p>\n<p>Al ballottaggio, Boric \u00e8 riuscito a motivare la partecipazione elettorale, che \u00e8 aumentata significativamente tra il primo e il secondo turno (8% in pi\u00f9, con 1.200.000 persone).\u00a0 Lo ha fatto grazie a una massiccia campagna porta a porta, che ha mobilitato tutti i settori sociali e culturali in tutto il Paese, con un ruolo predominante delle donne e dei giovani. Allo stesso tempo, \u00e8 riuscito a mobilitare i settori moderati del centro-sinistra che, dopo la sconfitta al primo turno, scommettono sulla pace sociale e si sono smarcati dal pericolo fascista.<\/p>\n<p>Il voto nelle province pi\u00f9 popolate (Santiago e Valpara\u00edso) \u00e8 stato decisivo, con una differenza di quasi 20 punti. Ma anche il recupero delle regioni minerarie del nord, dove al primo turno gran parte dei voti era andata a un candidato di centro-destra, Franco Parisi, che aveva fatto campagna elettorale dagli Stati Uniti e aveva dichiarato il suo sostegno a Kast al secondo turno.<\/p>\n<p>Non sono servite a nulla le manovre del governo Pi\u00f1era e della destra per boicottare il voto popolare e favorire il candidato pinochetista Kast. Non hanno aiutato la campagna martellante di odio anticomunista, la polarizzazione estrema, le &#8220;fake news&#8221;, l&#8217;uso profuso delle \u201creti sociali\u201d e degli algoritmi dei &#8220;big data&#8221;. Non \u00e8 servito neanche il sostegno della destra mondiale, tra cui l&#8217;italiano Salvini e l&#8217;opposizione venezuelana anti-chavista tanto cara a Matteo Renzi e a settori del Partito Democratico italiano. E infine, non \u00e8 servita la serrata parziale dei padroni dei trasporti privati il giorno dello scrutinio, per impedire agli abitanti dei quartieri popolari di recarsi alle urne. Le foto color seppia ricordano il 1973, quando i camionisti furono decisivi nel colpo di Stato di Pinochet contro Salvador Allende.<\/p>\n<p>E a proposito di simboli, appena tre giorni prima del voto, c\u2019\u00e8 stato un evento di enorme valore simbolico nel Paese. All&#8217;et\u00e0 di 99 anni \u00e8 morta Luc\u00eda Hiriart, personaggio oscuro e tenebroso, moglie di Pinochet e sua ispiratrice nelle trame del golpe, nella sanguinosa repressione della dittatura e nei magheggi finanziari che hanno assicurato alla famiglia numerosi conti clandestini all\u2019estero. Come suo marito, anche lei \u00e8 rimasta impunita, riuscendo ad evitare la giustizia senza scontare una pena in galera.<\/p>\n<p><strong><em>Chi vince e chi perde?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La vittoria di Boric sembra porre fine alla lunga &#8220;transizione&#8221; post-dittatura, durata pi\u00f9 di 30 anni, con l&#8217;alternanza di governi di centro-sinistra e di destra.<\/p>\n<p>Oltre alla sconfitta della destra, non c&#8217;\u00e8 dubbio che la sua vittoria rappresenta anche la sconfitta del centro-sinistra della &#8220;Concertaci\u00f3n&#8221; (Democrazia Cristiana, Partito Socialista e Partito per la Democrazia-PPD), che non ha mai messo in discussione il modello sociale ed economico della dittatura e da essa applicato sotto dettatura dei &#8220;Chicago boys&#8221; di Milton Friedman. \u00c8 dunque la sconfitta di un consociativismo di potere che ha accettato, interiorizzato e praticato uno dei sistemi neoliberali pi\u00f9 brutali e diseguali del continente. Come si sa, il Cile \u00e8 stato un laboratorio globale dal golpe del 1973, dove tutto \u00e8 stato privatizzato (educazione, sanit\u00e0, pensioni, trasporti, acqua&#8230;), dove poche famiglie controllano le leve economiche del Paese ed il ruolo dello Stato \u00e8 sussidiario a quello del mercato.<\/p>\n<p><strong><em>Le lezioni del Cile <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le elezioni non sono state vinte dal centro-sinistra, che si \u00e8 alternato al governo con la destra nei tre decenni successivi alla dittatura. Sono stati vinte da un candidato proveniente dal progressismo e dalle lotte studentesche, con l&#8217;appoggio dei movimenti e del Partito Comunista, il cui ruolo \u00e8 stato decisivo. I candidati (e i partiti) del centro-sinistra hanno perso al primo turno e al secondo turno hanno dovuto sostenere, <em>obtorto collo<\/em>, il candidato Boric per allontanare la minaccia fascista.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato possibile questo rovesciamento dei rapporti di forza ?<\/p>\n<p>Il neoliberista Pi\u00f1era aveva vinto nel 2017, grazie alla delusione e al disincanto popolare verso il governo di centro-sinistra, che non ha mai messo in discussione il modello neoliberale ereditato da Pinochet, ma al contrario lo ha perfezionato in molti aspetti.<\/p>\n<p>A cambiare i rapporti di forza, \u00e8 stata la rivolta sociale di massa, iniziata nel 2019, contro il governo Pi\u00f1era. Il Cile si \u00e8 svegliato. I movimenti sociali, pagando un alto prezzo di sangue con decine di morti e centinaia di feriti tra i manifestanti, sono riusciti a imporre il referendum sulla Costituzione per annullare quella pinochetista.\u00a0 Questa spinta dal basso ha permesso l&#8217;installazione della \u201cConvenzione Costituzionale\u201d (che avanza nella definizione della nuova Carta Magna), con una presidente, Elisa Lonc\u00f3n, rappresentante del popolo Mapuche, un fatto di enorme valore simbolico. La mobilitazione ha aperto la porta anche alla vittoria elettorale nelle elezioni amministrative.<\/p>\n<p><strong>Questa rivolta ha costruito nel conflitto una coalizione politico-sociale<\/strong>, tra il variegato mondo molto dei movimenti sociali e i partiti della sinistra coerente, che, nonostante rapporti non sempre idilliaci, hanno cercato di lavorare insieme e di costruire un&#8217;alternativa che si \u00e8 riflessa anche a livello elettorale.<\/p>\n<p>Dopo mesi di rivolta sociale e di mobilitazione spesso unitaria, al primo turno delle elezioni presidenziali, la coalizione tra il Frente Amplio, il Partito Comunista ed altre forze minori ha superato il centro-sinistra con un candidato espressione dei movimenti, che domenica scorsa ha sconfitto la destra.<\/p>\n<p><strong><em>Le molteplici sfide del nuovo governo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dall&#8217;11 marzo 2022, si aprir\u00e0 un nuovo scenario, la cui evoluzione \u00e8 ancora imprevedibile. Le aspettative sono alte nei confronti del nuovo governo, ma il quadro \u00e8 tutt&#8217;altro che semplice, specialmente se si considera il breve mandato di quattro anni.<\/p>\n<p>Le aspettative sono concentrate in un&#8217;ampia agenda: cambiare la legge elettorale, la riorganizzazione territoriale dei poteri dello Stato, recuperare la sovranit\u00e0 popolare, riformare l&#8217;istruzione, la sanit\u00e0 e il sistema pensionistico (vedremo il declino dei fondi pensione privati &#8211; AFP?), recuperare la sovranit\u00e0 sul rame, il litio, il mare, l&#8217;acqua, ed un lungo etc.. Tra le questioni sensibili c&#8217;\u00e8 la cancellazione dei debiti bancari contratti dalle famiglie per pagare l&#8217;istruzione superiore dei figli. In altre parole, si tratta di cambiare il &#8220;modello&#8221; economico e il regime fiscale (oggi profondamente regressivo), questioni in sospeso dalla fine della dittatura.<\/p>\n<p>Da parte sua, la \u201cConvenzione costituzionale\u201d lavorer\u00e0 fino a luglio 2022 alla redazione di un nuovo testo che dovr\u00e0 essere approvato in un plebiscito. La vittoria alle urne potrebbe rendere possibili cambiamenti di pi\u00f9 ampia portata, data l&#8217;ampia maggioranza della sinistra nell\u2019organo di 155 membri.<\/p>\n<p>Anche se si tratta di un regime presidenzialista, in parlamento i numeri a favore della coalizione che ha sostenuto il presidente eletto al primo turno non sono molto incoraggianti. Da marzo in poi, ci sar\u00e0 un pareggio con la destra al Senato ed alla Camera dei deputati sar\u00e0 difficile costruire maggioranze solide: il ripetuto appello di Boric al dialogo tiene conto anche dei rapporti di forza parlamentari. Sul piano politico, le prossime settimane saranno cruciali per Boric nel suo tentativo di allargare la coalizione oltre il Frente Amplio e il PC. Di particolare importanza saranno i segnali verso il mondo socialista, che al ballottaggio ha appoggiato la campagna elettorale dell&#8217;ex deputato. Mentre alcuni dirigenti sono restii a qualsiasi tipo di integrazione nel governo, un altro settore sarebbe disposto a partecipare. Se questo scenario si realizzasse, significherebbe la rottura dell&#8217;alleanza tra il Partito Socialista e la Democrazia Cristiana, che sembra determinata a passare all&#8217;opposizione. Ma al di l\u00e0 degli equilibri tra i partiti, ci\u00f2 che pu\u00f2 garantire cambiamenti reali, ancora una volta, sar\u00e0 l&#8217;organizzazione popolare e la mobilitazione di piazza, come elemento di pressione e controllo dal basso della politica del governo.<\/p>\n<p>Una delle prime e pi\u00f9 grandi sfide per il Presidente eletto sar\u00e0 cercare di dissipare l&#8217;incertezza economica e calmare i &#8220;mercati&#8221;, che hanno mostrato segni di nervosismo nelle prime ore dopo il voto, con la perdita di diversi punti in borsa e l&#8217;aumento del dollaro. Come in molti Paesi, le pressioni dei poteri finanziari sono e saranno molto forti: nominare i responsabili di Economia e Finanza sar\u00e0 un primo importante segnale del percorso che il governo prender\u00e0.<\/p>\n<p>Il nuovo governo dovr\u00e0 affrontare una situazione sociale ed economica non certo lusinghiera, dopo due anni di rivolta sociale e, soprattutto, dopo quasi due anni di pandemia (tutt&#8217;altro che finita). Tuttavia, almeno nel primo anno, i margini di manovra saranno limitati, perch\u00e9 il bilancio che il nuovo Presidente e il suo prossimo ministro delle finanze avranno a disposizione \u00e8 stato approvato dall&#8217;attuale governo Pi\u00f1era, in un quadro di <strong>austerit\u00e0 fiscale<\/strong>.<\/p>\n<p>Un capitolo a parte sono i rapporti dello Stato centrale con i popoli originari, in particolare (ma non solo) con il popolo Mapuche nel loro territorio, conosciuto come Wallmapu. Per giustificare la colonizzazione del territorio, la storiografia ufficiale ha assunto una costante visione negazionista della storia dell&#8217;espansione dello Stato cileno, senza che questo sia riuscito a imporre le sue forme culturali, economiche e politiche. A parte la parentesi di Salvador Allende, l&#8217;unica ricetta applicata ai popoli nativi \u00e8 stata basata sul saccheggio, l&#8217;inganno e la militarizzazione, fenomeni che, lungi dallo scomparire, oggi si ripetono e incontrano una crescente resistenza.<\/p>\n<p>Infine, nel futuro del nuovo Cile, sar\u00e0 decisivo il quadro internazionale, soprattutto quello di un continente il cui ciclo politico sta cambiando profondamente. Resta da vedere se il governo dar\u00e0 priorit\u00e0 alla proposta di rafforzare l&#8217;integrazione continentale non subordinata (a partire da Unasur e Celac), o se seguir\u00e0 il corso neoliberista della &#8220;politica di Stato&#8221; perseguita finora, con l'&#8221;Alleanza del Pacifico&#8221; e &#8220;Prosur&#8221;.\u00a0 In un continente in disputa, come \u00e8 l&#8217;America Latina, i prossimi passi saranno decisivi per riorientare la politica estera. E questa vittoria progressista rafforza anche le speranze di cambiamento in Colombia e in Brasile, che andranno alle elezioni a maggio ed ottobre del 2022.<\/p>\n<p>Ma forse la pi\u00f9 grande sfida del Presidente eletto sar\u00e0 quella di ricomporre il clima politico e sociale del Cile, fortemente polarizzato dopo questa dura campagna presidenziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Consolo &#8211; Vittoria schiacciante di Gabriel Boric, candidato delle sinistre e del progressismo, al secondo turno delle elezioni presidenziali cilene con quasi 12 punti di vantaggio su Jos\u00e9 Antonio Kast, nostalgico della dittatura di Pinochet. 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