{"id":36588,"date":"2023-01-06T20:25:23","date_gmt":"2023-01-06T19:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifondazione.it\/esteri\/?p=36588"},"modified":"2023-01-06T20:25:23","modified_gmt":"2023-01-06T19:25:23","slug":"lampliamento-dei-brics-ulteriore-passo-in-avanti-nella-ridefinizione-degli-assetti-geopolitici-e-geoeconomici-internazionali-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/2023\/01\/06\/lampliamento-dei-brics-ulteriore-passo-in-avanti-nella-ridefinizione-degli-assetti-geopolitici-e-geoeconomici-internazionali-parte-i\/","title":{"rendered":"L&#039;ampliamento dei Brics ulteriore passo in avanti nella ridefinizione degli assetti geopolitici e geoeconomici internazionali &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Andrea Vento * \u2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Bric: da aggregato geoeconomico a soggetto geopolitico <\/strong><\/p>\n<p>La genesi dell&#8217;acronimo Bric viene ricondotta all&#8217;economista inglese Jim O&#8217;Neil quando a fine 2001 in un documento<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, redatto in qualit\u00e0 di Chief Economist della Banca di investimenti Goldaman Sachs, identific\u00f2 il nuovo aggregato geoeconomico composto da Brasile, Russia, India e Cina come il gruppo di Paesi che, in base a caratteristiche comuni, avrebbero verosimilmente dominato l\u2019economia mondiale del secolo appena iniziato. Pertanto, secondo O&#8217;Neil, agli Stati Uniti per poter mantenere la leadership globale anche nel XXI secolo sarebbe stato dunque necessario inglobarli nella <em>governance<\/em> economica e finanziaria mondiale egemonizzata fino a quel momento dal sistema occidentale.<\/p>\n<p>I quattro paesi risultavano, infatti, accomunati da alcune caratteristiche simili da consentir loro nell&#8217;arco\u00a0 di alcuni lustri di posizionarsi nei piani alti della graduatoria delle potenze economiche mondiali: la condizione di\u00a0economie in via di sviluppo,\u00a0una popolazione numerosa, un vasto territorio, abbondanti risorse naturali strategiche e prospettive di forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale.<\/p>\n<p>La tesi sostenuta da O&#8217;Neal non venne, tuttavia, pienamente percepita nella sua portata strategica negli ambienti di Washington, in quegli anni, peraltro, impegnati nella ridefinizione dell&#8217;assetto geopolitico mediorientale con gli interventi militari in Afghanistan e Iraq.\u00a0 Fin\u00ec, invece, per fornire un inaspettato input aggregativo per i quattro paesi che fino ad allora avevano scarsamente cooperato dal punto di vista economico<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> e geopolitico, i quali, a partire dal settembre 2006, iniziarono ad effettuare annualmente riunioni informali a margine dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p>Il primo incontro ufficiale dei Bric a livello di Capi di Stato e di governo, che sanc\u00ec il varo dell&#8217;aggregato geoecomico, si tenne a Toyako in Giappone il 9 luglio 2008 a margine del vertice del G8, allora comprendente anche la Russia. Le successive riunioni ufficiali ai massimi livelli di rappresentanza si tennero a\u00a0 Ekaterinburg\u00a0 in Russia il 16 giugno 2009 e a Brasilia il 15 aprile 2010, gettando le basi per la graduale trasformazione del BRIC da semplice aggregato geoconomico in raggruppamento geopolitico\u00a0caratterizzato dall&#8217;attuazione di strategie condivise.<\/p>\n<p>Tale processo evolutivo prese le mosse dalla prima rilevante posizione comune assunta in ambito ufficiale internazionale: l\u2019astensione in sede di Consiglio di Sicurezza sulla Risoluzione 1730 sulla Libia dell&#8217;11 marzo 2011<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Infatti, oltre a Russia e Cina membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, vi erano presenti, fra i 10 a rotazione, anche Brasile e India risultando, insieme alla Germania, i 5 paesi ad astenersi sulla Risoluzione. La quale con forzature interpretative da parte francese, britannica e statunitense avrebbe a breve portato all&#8217;intervento della Nato contro le forze armate di Gheddafi e alla destrutturazione dello stato libico.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;adesione del Sudafrica <\/strong><\/p>\n<p>Nel settembre 2010, le quattro potenze emergenti hanno convenuto di invitare la Repubblica Sudafricana a partecipare alle riunioni del BRIC, per offrire rappresentativit\u00e0 anche al continente africano nel contesto del gruppo che aspirava a porsi alla guida del Sud globale. A partire dal successivo vertice di Sanya in Cina del 14 aprile 2011 si \u00e8 aggiunto quindi il Sudafrica, determinando l&#8217;evoluzione dell\u2019acronimo in BRICS e fornendo nuova linfa al processo di trasformazione.<\/p>\n<p>Fin dalle prime riunioni ai vertici \u00e8 emerso che tali potenze emergenti non condividevano solamente lo status economico comune di potenze emergenti ma che le loro finalit\u00e0 avrebbero assunto anche carattere geopolitico. Infatti, facendo leva sul crescente ruolo rivestito nel contesto dell&#8217;economia mondiale, il raggruppamento ha iniziato a rivendicare la necessit\u00e0 di realizzare un nuovo equilibrio interno all&#8217;ordine economico-finanziario mondiale che superasse quello imposto dagli Stati Uniti tramite gli Accordi di Bretton Wood del 1944. I quali sancirono, fra le varie, il ruolo centrale del Dollaro nelle transazioni internazionali e la fondazione delle due istituzioni finanziarie mondiali a guida occidentale: Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e Banca Mondiale (Bm).<\/p>\n<p>L\u2019ampliamento ha permesso al gruppo di acquisire una maggiore rappresentativit\u00e0 geografica e consapevolezza geopolitica, accentuando in tal modo il suo carattere dinamico e multipolare. Tuttavia, interpretare il BRICS come un blocco con caratteristiche omogenee non sarebbe risultato corretto n\u00e9 un decennio fa, agli inizi della loro ascesa, n\u00e9 tanto meno oggi in piena fase di ampliamento. Nel 2012 sussistevano, al pari di oggi, significative differenze non solo nella potenza economica (Pil totale), con la Cina gi\u00e0 al secondo posto della graduatoria mondiale dal 2010 e il Sudafrica, a causa del suo peso demografico limitato, posizionata la 29\u00b0 posto a sensibile distanza dagli altri quattro, ma anche nella superficie con India e Sudafrica distanti dagli altri tre, veri e propri sub-continenti (tabella 1). Oltre a diversit\u00e0 nel modello economico, nel livello di sviluppo economico (Pil pro capite) e tecnologico e in campo militare, in quest&#8217;ultimo con ruolo nettamente prevalente della Russia.<\/p>\n<p><em>Tabella 1: potenza e livello di sviluppo economico dei Brics (Fonte Fmi) e quota di Pil, superficie e popolazione mondiale (Fonte Bm e Onu) nel 2012<\/em><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"321\"><strong>Potenza e livello di sviluppo economico<\/strong><\/p>\n<p>Fonte: Fmi<\/td>\n<td colspan=\"3\" width=\"323\"><strong>Comparazione nel contesto mondiale<\/strong><\/p>\n<p>Fonte: Bm, Onu<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\"><strong>Stato<\/strong><\/td>\n<td width=\"107\"><strong>Pil <\/strong><\/p>\n<p><strong>mld $<\/strong><\/td>\n<td width=\"113\"><strong>Pil pro capite in $<\/strong><\/td>\n<td width=\"104\"><strong>% di Pil mondiale<\/strong><\/td>\n<td width=\"104\"><strong>% superficie terrestre <\/strong><\/td>\n<td width=\"115\"><strong>% popolazione terrestre<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\">Cina<\/td>\n<td width=\"107\">8.221 (2\u00b0)<\/td>\n<td width=\"113\">6.807<\/td>\n<td width=\"104\">10,5<\/td>\n<td width=\"104\">7,2<\/td>\n<td width=\"115\">19,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\">Brasile<\/td>\n<td width=\"107\">2.250 (7\u00b0)<\/td>\n<td width=\"113\">11.208<\/td>\n<td width=\"104\">3,5<\/td>\n<td width=\"104\">6,5<\/td>\n<td width=\"115\">2,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\">Russia<\/td>\n<td width=\"107\">2.014 (9\u00b0)<\/td>\n<td width=\"113\">14.612<\/td>\n<td width=\"104\">2,7<\/td>\n<td width=\"104\">12,6<\/td>\n<td width=\"115\">2,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\">India<\/td>\n<td width=\"107\">1.841 (10\u00b0)<\/td>\n<td width=\"113\">\u00a01.499<\/td>\n<td width=\"104\">2,6<\/td>\n<td width=\"104\">2,3<\/td>\n<td width=\"115\">17,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"101\">Sudafrica<\/td>\n<td width=\"107\">384 (29\u00b0)<\/td>\n<td width=\"113\">6.618<\/td>\n<td width=\"104\">0,6<\/td>\n<td width=\"104\">0,9<\/td>\n<td width=\"115\">0,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"321\"><strong>Totale Brics<\/strong><\/td>\n<td width=\"104\"><strong>19,9<\/strong><\/td>\n<td width=\"104\"><strong>29,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"115\"><strong>42,7<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A livello militare nel 2012 i Brics non risultavano in grado di proiettare una propria potenza a livello militare e il gap con i soli Stati Uniti assumeva dimensioni considerevoli visto che la loro quota di spesa militare mondiale, nell&#8217;anno in questione, secondo il Sipri rappresentava il 19,5% del totale, al cospetto del 39% di Washington.<\/p>\n<p><strong>I progetti infrastrutturali: strumento d&#8217;espansione dell&#8217;influenza<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2012, come d&#8217;altronde oggi, sussistevano alcuni fattori di divergenza soprattutto fra i membri asiatici. Russia, Cina e India evidenziavano, infatti, aspirazioni di espansione della loro influenza su porzioni del continente asiatico le quali, col tempo, sono andate consolidandosi ed anche interconnettendosi: Mosca in Asia Centrale, in Siria e in parte del Mondo arabo e in Africa, mentre Pechino, negli anni, \u00e8 riuscita ha stringere un&#8217;alleanza strategica col Pakistan e ha ampliato il raggio della propria influenza con il grande progetto infrastrutturale delle Nuove vie della seta (Bri &#8211; Belt and Road Initiative) lanciato da Xi Jimping nel 2013, nel cui contesto rientra anche il corridoio Cina-Pakistan (carta 1). New Delhi invece, in ritardo rispetto alle altre due potenze emergenti asiatiche, a partire dal 2015 ha progressivamente intensificato i rapporti con Teheran con l&#8217;obiettivo di creare una sinergia infrastrutturale in grado di aggirare via mare il Pakistan, suo storico avversario, e di raggiungere l&#8217;Asia centrale via terra. In particolare la sinergia indo-iraniana ha inizialmente portato alla progettazione del corridoio India-Afghanistan-Iran<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> incentrato sul porto iraniano di Chabahar sul mar Arabico (carta 1).<\/p>\n<p><em>Carta 1: corridoio Cina Pakistan e i porti di Gwadar e Chabahar terminali di progetti concorrenziali<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36594\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/corridoio-cina-pakistan.jpg\" alt=\"corridoio cina pakistan\" width=\"457\" height=\"310\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;origine della collaborazione infrastrutturale euro-asiatica risale addirittura al maggio 2002 quando India, Iran e Russia hanno sottoscritto il North South Corridor Trasporter (Nsct) al quale successivamente si sono aggiunti altri 10 stati: Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Turchia, Kazakistan, Oman, Tagikistan, Kirghizistan, Siria, Ucraina (che probabilmente abbandoner\u00e0) e la Bulgaria come paese osservatore.<\/p>\n<p>Parallelamente al processo di ampliamento del Nsct, nel 2016 \u00e8 entrato in vigore l&#8217;Accordo di Ashgabat<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> finalizzato allo sviluppo di una rotta di trasporto fra il mar Arabico e l&#8217;Asia centrale che \u00e8 stato sottoscritto da Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan e Oman, al quale ha aderito anche l&#8217;India nel 2018.<\/p>\n<p>La convergenza strategica fra i due progetti, a seguito anche dell&#8217;accelerazione impressa dell&#8217;escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022 e delle misure restrittive che hanno isolato la Russia a Occidente, \u00e8 sfociata nella realizzazione dell&#8217;International North South Corridor Trasporter (Insct)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Un progetto infrastrutturale multimediale, navale, ferroviario e stradale, che si estende per 7.200 km tra India, Iran Azerbaigian, Asia Centrale, Russia ed Europa, interconnesso alla rotta ferroviaria meridionale della Via della seta cinese (carta 2).<\/p>\n<p>Il percorso \u00e8 principalmente incentrato sul trasferimento di merci lungo l&#8217;asse strategico India &#8211; Iran &#8211; Azerbaigian &#8211; Russia, in alternativa alla pi\u00f9 lunga e costosa rotta del Canale di Suez, assumendo particolare valenza geopolitica e geostrategica per Russia e Iran, entrambi soggetti alle sanzioni statunitensi.<\/p>\n<p><em>Carta 2: le 3 rotte dell&#8217;Insct e la rotta ferroviaria meridionale della Via della seta terrestre cinese.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36593\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/rotte-insct.jpg\" alt=\"rotte insct\" width=\"482\" height=\"284\" \/><\/p>\n<p>Il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord &#8211; Sud \u00e8 diventato operativo dal 7 luglio 2022, quando la societ\u00e0 russa RZD Logistic ha annunciato di aver effettuato con successo il suo primo trasporto di merci in India per mezzo di questa infrastrutturale multimediale che offre, in base ad uno studio condotto dalla Federazione delle associazioni degli spedizionieri in India (FFFAI), un risparmio del 30% in termini di costi ed \u00e8 del 40% pi\u00f9 breve rispetto alla rotta di Suez<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> (carta 2).<\/p>\n<p>Come emerso dagli sviluppi della collaborazione infrastrutturale, si era, dunque, inizialmente in presenza di potenze emergenti fra loro potenzialmente competitive, le cui comuni prospettive geopolitiche col tempo hanno spinto per il superamento delle divergenze e delle controversie a favore di una crescente cooperazione strategica, pur mantenendo i rispettivi progetti di sviluppo nazionali.<\/p>\n<p><strong>Verso un Nuovo ordine internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Sin dalla sua strutturazione, il percorso evolutivo del Brics ha indubbiamente beneficiato degli sviluppi delle dinamiche internazionali sia di carattere economico che geopolitico-militare.<\/p>\n<p>L&#8217;aumento della loro rilevanza nel contesto dell&#8217;economia mondiale, oltre che da fattori strutturali come i pi\u00f9 alti tassi di crescita che fisiologicamente caratterizzano le economie in via di sviluppo rispetto a quelle avanzate, \u00e8 stato favorito anche da fenomeni contingenti. In primis la crisi economica, innescata dalla bolla dei mutui <em>subprime<\/em> sul mercato finanziario statunitense, la quale se da un lato ha investito, nel biennio 2008-2009, gli Stati Uniti, l&#8217;Eurozona, gli altri Paesi europei e il Giappone spingendoli nella pi\u00f9 grave recessione dal 1929 (grafico 1), dall&#8217;altro ha solo parzialmente colpito i paesi del Bric. Nello specifico, se Sudafrica e, soprattutto, Russia, sono scese in terreno negativo, Cina e India hanno subito solo un rallentamento nella crescita (grafico 2).<\/p>\n<p><em>Grafico 1: variazione percentuale del Pil in Cina, Usa, Eurozona e Giappone fra 2006 e 2020<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36592\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/variazione-percentuale-pil-2006-20.jpg\" alt=\"variazione percentuale pil 2006-20\" width=\"418\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p><em>Grafico 2: tasso di variazione annua del Pil dei paesi del Brics fra il 2006 e il 2015<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36595\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/variazione-annua-pil-brics-2006-15-1.jpg\" alt=\"variazione annua pil brics 2006-15\" width=\"407\" height=\"234\" \/><\/p>\n<p><em>Grafico 3: ripartizione delle quote di Prodotto Lordo Mondiale fra G7 e Brics fra 1992-2024<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36582\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ascesa-global-south.jpg\" alt=\"ascesa global south\" width=\"482\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ascesa-global-south.jpg 482w, https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ascesa-global-south-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ascesa-global-south-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/p>\n<p>Tale divergente dinamica economica ha inciso sulla rimodulazione della distribuzione del Prodotto Lordo Mondiale a beneficio del Brics, la cui quota nel 2014 era arrivata al 22%, quando nel 2008 risultava del 15% e nel 2002 del 9%.<\/p>\n<p>Mentre i paesi del G7 dal 63% del 2002 erano gi\u00e0 discesi al 52% nel 2008 e ripiegati ulteriormente al 47% nel 2014 (grafico 3), a seguito anche della crisi del debito sovrano dei paesi periferici dell&#8217;Eurozona (2012-2014) che, gestito con politiche di austerit\u00e0 fiscali dai &#8220;rigoristi&#8221; di Bruxelles, ha causato una nuova recessione nell&#8217;Eurozona nel 2012 e in Grecia, Italia, Spagna e in Francia anche nel 2013 (grafico 4).<\/p>\n<p><em>Grafico 4: tasso di variazione annua del Pil in Francia, Germania, Grecia, Italia e Spagna 1999-2013<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36590\" src=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/variazione-annua-pil-alcuni-paesi-UE.jpg\" alt=\"variazione annua pil alcuni paesi UE\" width=\"448\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/variazione-annua-pil-alcuni-paesi-UE.jpg 448w, https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/variazione-annua-pil-alcuni-paesi-UE-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nuove istituzioni finanziarie internazionali<\/strong><\/p>\n<p>Parallelamente, pure le dinamiche di carattere geopolitico e militare hanno impresso una significativa accelerazione sia al processo di integrazione del Brics, che all&#8217;ampliamento dei propri obiettivi.<\/p>\n<p>In particolare, le vicende legate alla crisi Ucraina del 2014, sfociate nel colpo di stato di piazza Maidan ai danni del presidente Yanukovich, la revoca dell&#8217;autonomia agli Oblast del Donbass da parte di Kiev poi sfociata in conflitto armato e l&#8217;annessione russa della Crimea con le conseguenti nuove sanzioni economiche comminate a Mosca dall&#8217;Occidente, compresa la sospensione dal G8, hanno fornito elementi di riflessione e spinto ad importanti decisioni riguardanti persino l&#8217;architettura economico-finanziaria internazionale. Infatti, nel successivo vertice di Fortaleza in Brasile del luglio 2014 i paesi del Brics hanno \u00a0affrettato i tempi procedendo alla fondazione della Nuova Banca per lo Sviluppo (New Developement Bank Brics &#8211; Ndb Brics) e di un fondo di riserva. La decisione di realizzare istituzioni finanziarie alternative rispetto a quelle create a Bretton Woods, Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e Banca mondiale (Bm), era gi\u00e0 stata assunta nel precedente vertice di Durban in Sudafrica del marzo 2013, a seguito del rifiuto dei paesi del G7 di riformare il Fmi attuando una pi\u00f9 equa distribuzione delle quote di voto a beneficio dei paesi emergenti.<\/p>\n<p>La questione dello scontro in seno al Fmi fra Cina e Stati Uniti \u00e8 risultata paradigmatica della contrapposizione strategica che si svilupper\u00e0 negli anni seguenti fra le prime due economie mondiali. In breve i fatti.<\/p>\n<p>Risale al 2010 l&#8217;ultima volta che il Fmi aveva modificato il sistema delle quote, queste ultime consistenti nelle partecipazioni azionarie dei vari stati al capitale del Fondo, che grosso modo corrispondono ai relativi diritti voto e, in linea teorica, avrebbero dovuto essere proporzionali al peso<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> di ciascun stato nell&#8217;economia mondiale. Tuttavia, in una fase di trasformazioni degli equilibri geoeconomici globali, nel 2010 nonostante la Cina ricoprisse, in termini di Pil nominale, il 9% dell&#8217;economia mondiale, le venne assegnata solo una quota del 6,08% a causa della strenua opposizione degli Stati Uniti. Washington, infatti, risult\u00f2 irremovibile nel suo intento di far rimanere come secondo possessore di quote in seno al Fmi il Giappone col 6,14%,\u00a0 quantunque la sua economia corrispondesse nel 2010 al 6,80% di quella mondiale.<\/p>\n<p>Nonostante nominalmente le quote sarebbero dovute essere aggiornate ogni 5 anni<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, la Cina continua a mantenere invariata la sua quota del 6,08% dal 2010, anche se la sua economia in rapida ascesa \u00e8 arrivata nel 2023 a rappresentare il 18% di quella mondiale. Tale immobilismo \u00e8 dovuto al fatto che gli Stati Uniti, pur essendo sottorappresentati in termini di diritti di voto rispetto al suo ruolo nell&#8217;economia mondiale, circa il 25%<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, con il suo 16,5% detiene un sostanziale diritto di veto sulle decisioni pi\u00f9 importanti del Fondo, le quali necessitano della maggioranza qualificata dell&#8217;85% dei voti<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. In tal modo gli Stati Uniti hanno continuato sino ad oggi a bloccare l&#8217;ascesa della Cina e di altri paesi emergenti in seno al Fmi, a beneficio del Giappone e dei paesi europei.<\/p>\n<p>Una situazione che ha scatenato recenti forti tensioni fra XI Jimping e Lula, da un lato, e gli Stati Uniti, dall&#8217;altro, nel round negoziale iniziato nel 2023, il quale, nonostante tutto, il 7 novembre\u00a0 scorso \u00e8 scaturito in un accordo in seno al Consiglio esecutivo del Fondo che prevede un aumento del 50% della quota contributiva di ciascun membro, senza tuttavia modificare i rapporti di partecipazione preesistenti. La delibera dovr\u00e0 passare al vaglio dell&#8217;approvazione con una maggioranza dell&#8217;85% dei voti ma, dati i rapporti di forza esistenti, sussistono pochi dubbi sul fatto che venga respinta. Una decisione che sta alimentando ulteriori tensioni fra Washington e i Brics e che ignora le richieste del Segretario Generale dell&#8217;Onu Antonio Guterres, il quale senza mezzi termini aveva invitato ad un riallineamento delle quote alle mutate condizioni geoeconomiche mondiali, essendo a suo dire necessario &#8220;riformare un&#8217;architettura finanziaria internazionale che \u00e8 obsoleta, disfunzionale e ingiusta&#8221;<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>La <em>mission<\/em> strategica delle nuove Istituzioni finanziare internazionali, si legge nel sito della Ndb<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, \u00a0\u00e8 quella di &#8220;finanziare progetti e trovare soluzioni su misura per contribuire a costruire un futuro pi\u00f9 inclusivo, resiliente e sostenibile per il pianeta&#8221; tramite la creazione di partnership al fine di &#8220;integrare gli sforzi istituzioni finanziarie multilaterali e regionali per sostenere la crescita e lo sviluppo globali&#8221;.<\/p>\n<p>La grande innovazione introdotta dalle nuove istituzioni, tuttavia, \u00e8 costituita dal diverso approccio nell&#8217;erogazione dei finanziamenti che, infatti, vengono concessi sia ai paesi emergenti che alle altre economie sviluppate, individuandone di concerto gli obiettivi, in genere infrastrutturali, ma, soprattutto, senza subordinarli all&#8217;imposizione di vincoli e di politiche neoliberiste, le quali fino ad oggi hanno contribuito al peggioramento delle condizioni economiche e soprattutto sociali dei paesi &#8220;beneficiari&#8221;. L&#8217;Argentina ne costituisce un fulgido esempio sia in relazione ai prestiti concessi durante la presidenza Menem, in cambio del cosiddetto &#8220;Washington Consensus&#8221;<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>,\u00a0 poi sfociati nel default del 2001<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, sia quello del 2018 sotto la presidenza Macri di ben 45 miliardi di $, il pi\u00f9 imponente della storia del Fmi, che ha spianato la strada all&#8217;attuale crisi economico-sociale e all&#8217;ascesa del populista di estrema destra, Milei alla guida del Paese.<\/p>\n<p>La sede della Ndb \u00e8 stata stabilita fin dalla fondazione a Shangai, in virt\u00f9 della maggior contribuzione di capitale da parte della Cina, ed \u00e8 divenuta operativa l&#8217;anno successivo nel 2016, con grandi prospettive e attese da parte dei paesi in via di sviluppo, anche alla luce della dotazione di un capitale autorizzato<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> di 100 miliardi di $.<\/p>\n<p>Il fondo di riserva, attivato in parallelo con Ndb, ha assunto la denominazione di Contingent Reserve Arrangement (Cra) ed ha come obiettivo primario la riduzione della dipendenza dei paesi Brics da fonti esterne di finanziamento, cercando di offrire un&#8217;alternativa al Fmi in qualit\u00e0 di prestatore di ultima istanza<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. In sostanza, fornisce due tipi strumenti, di liquidit\u00e0 e precauzionali, per far fronte a pressioni a breve termine, reali o potenziali, sulla bilancia dei pagamenti.<\/p>\n<p>Il Cra, prevede un impegno finanziario di 100 miliardi di $, al quale la Cina contribuisce per 41 miliardi, Russia, India e Brasile per 18 miliardi e Sudafrica per 5<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a> (tabella 2). Tuttavia, l&#8217;accesso massimo ai fondi che i membri possono richiedere \u00e8 della met\u00e0 del capitale conferito per la Cina (21 miliardi), corrispondente per Russia, India e Brasile (18 miliardi) e del doppio per il Sudafrica (10 miliardi).<\/p>\n<p><em>Tabella 2: Contingent Reserve Arrangement: capitale versato, accesso massimo ai fondi e diritti di voto<\/em><a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>Paese<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><strong>Apporto di capitale<br \/>\n<\/strong><strong>(miliardi di $)<\/strong><\/td>\n<td width=\"161\"><strong>Accesso ai fondi<br \/>\n<\/strong><strong>(miliardi di $)<\/strong><\/td>\n<td width=\"132\"><strong>Diritti di voto <\/strong><strong>(%)\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>\u00a0<span class=\"kY2IgmnCmOGjharHErah\">\ud83c\udde7\ud83c\uddf7<\/span> <\/strong><strong>Brasile <\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">18<\/td>\n<td width=\"161\">18<\/td>\n<td width=\"132\">18.10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>\u00a0<span class=\"kY2IgmnCmOGjharHErah\">\ud83c\udde8\ud83c\uddf3<\/span> <\/strong><strong>Cina<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">41<\/td>\n<td width=\"161\">21<\/td>\n<td width=\"132\">39,95<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>\u00a0<span class=\"kY2IgmnCmOGjharHErah\">\ud83c\uddee\ud83c\uddf3<\/span> India<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">18<\/td>\n<td width=\"161\">18<\/td>\n<td width=\"132\">18.10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>\u00a0<span class=\"kY2IgmnCmOGjharHErah\">\ud83c\uddf7\ud83c\uddfa<\/span> <\/strong><strong>Russia<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">18<\/td>\n<td width=\"161\">18<\/td>\n<td width=\"132\">18.10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong>\u00a0<span id=\"copy-emoji\" class=\"efont\">\ud83c\uddff\ud83c\udde6<\/span> <\/strong><strong>Sudafrica<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">5<\/td>\n<td width=\"161\">10<\/td>\n<td width=\"132\">5,75<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"151\"><strong><em>Somma totale<\/em><\/strong><\/td>\n<td width=\"180\">100<\/td>\n<td width=\"161\">85<\/td>\n<td width=\"132\">100,00<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il carattere plurilaterale ed inclusivo delle nuove istituzioni emerge anche dalle finalit\u00e0 strategiche prefissate dai fondatori che risultano, non tanto di apportare una semplice rottura nell&#8217;ordine finanziario internazionale a guida statunitense, quanto di creare una possibile alternativa sia a livello di gestione dei prestiti che in merito al Sistema Monetaria Internazionale (Sim) incentrato sull&#8217;egemonia del dollaro. Contemplano, inoltre, un significativo sforzo per promuovere l&#8217;integrazione economica e la cooperazione tra le economie emergenti in un ottica di sviluppo delle relazioni internazionali all&#8217;interno di un quadro multipolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>* Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8220;The World Needs Better Economic BRICs&#8221; nella serie &#8220;Global Economic Paper&#8221; di Goldman Sachs, sulle quattro economie emergenti &#8220;BRIC&#8221;:\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Brazil\">Brasile<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russia\">Russia<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/India\">India<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/China\">Cina<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> L&#8217;interscambio commerciale fra i Paesi del Brics nel 2002 ammontava a soli 27,3 miliardi di $, nel 2021 era aumentato di 10 volte a 282 e nel 2015 addirittura 500.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Risoluzione_1973_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Risoluzione_1973_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/economy\/2016\/5\/24\/indian-iran-and-afghanistan-sign-trade-corridor-deal\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.aljazeera.com\/economy\/2016\/5\/24\/indian-iran-and-afghanistan-sign-trade-corridor-deal<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.agi.it\/rubriche\/asia\/iran_accordo_per_corridoio_commerciale_con_india_e_afghanistan-801298\/news\/2016-05-24\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.agi.it\/rubriche\/asia\/iran_accordo_per_corridoio_commerciale_con_india_e_afghanistan-801298\/news\/2016-05-24\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ashgabat_Agreement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ashgabat_Agreement<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/International_North%E2%80%93South_Transport_Corridor\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/International_North%E2%80%93South_Transport_Corridor<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cese-m.eu\/cesem\/2022\/09\/lambizioso-progetto-del-corridoio-nord-sud-la-cooperazione-russia-india-iran-in-risposta-alloccidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.cese-m.eu\/cesem\/2022\/09\/lambizioso-progetto-del-corridoio-nord-sud-la-cooperazione-russia-india-iran-in-risposta-alloccidente\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.tehrantimes.com\/news\/474677\/INSTC-A-sanction-proof-route-with-great-economic-prospects\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.tehrantimes.com\/news\/474677\/INSTC-A-sanction-proof-route-with-great-economic-prospects<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a><strong>Diritti Speciali di Prelievo<\/strong><strong>\u00a0\u2013\u00a0DSP\u00a0<\/strong>(<em>Special Drawing Rights<\/em><strong>, SDR<\/strong><strong>),<\/strong> ovvero nell\u2019unit\u00e0 di conto del FMI (determinata secondo un paniere ponderato di cinque valute: dollaro USA, Euro, Yen, Sterlina, Renminbi).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Fonte: Ministero degli affari esteri &#8211; <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/fondomonetariointernazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/fondomonetariointernazionale\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.visualcapitalist.com\/100-trillion-global-economy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.visualcapitalist.com\/100-trillion-global-economy\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Gli Usa: 17,43% del capitale e 16,50% dei voti\u00a0 Giappone (6,14% dei voti), Cina (6,08%), Germania (5,31%), Francia, Regno Unito (4,03% entrambi), Italia (3,02%), India (2,63%), Russia (2,59%) e Brasile (2,22%) sono i dieci Paesi pi\u00f9 rappresentati nel voto.\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/About\/executive-board\/members-quotas\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.imf.org\/en\/About\/executive-board\/members-quotas<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/654b32202629a2.85252497\/4650775\/2023-11-08\/fmi-approvata-proposta-di-revisione-quote-partecipative\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/654b32202629a2.85252497\/4650775\/2023-11-08\/fmi-approvata-proposta-di-revisione-quote-partecipative<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ndb.int\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ndb.int\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> L&#8217;espressione\u00a0<em>Washington consensus<\/em>\u00a0\u00e8 stata coniata nel 1989\u00a0dall&#8217;economista John Wiliamson\u00a0per descrivere un insieme di 10 direttive di politica economica neoliberista che egli considerava come il pacchetto standard da destinare ai\u00a0paesi in via di sviluppo\u00a0che si fossero trovati in crisi economica. Queste direttive erano promosse da organizzazioni internazionali con sede a\u00a0Washington, come Fmi e Banca mondiale Bm e anche dal Dipartimento del Tesoro Usa. Tra le direttive del &#8220;pacchetto&#8221; standard, vi sono riforme nella stabilizzazione macroeconomica, l&#8217;apertura agli investimenti e alle attivit\u00e0 commerciali, e l&#8217;espansione del mercato nell&#8217;economia del paese che avesse richiesto l&#8217;aiuto di una delle tre organizzazioni <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Washington_consensus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Washington_consensus<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <a href=\"https:\/\/startingfinance.com\/approfondimenti\/la-terribile-crisi-argentina-del-2001\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/startingfinance.com\/approfondimenti\/la-terribile-crisi-argentina-del-2001\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Il capitale autorizzato rappresenta la quantit\u00e0 massima di capitale che una societ\u00e0 \u00e8 autorizzata a raccogliere attraverso l&#8217;emissioni di azioni ai suoi azionisti e costituisce un fattore importante per valutare la salute finanziaria e la stabilit\u00e0 dell&#8217;organizzazione. Ad esempio, se una societ\u00e0 ha un capitale autorizzato di un milione di $ ma ha ricevuto solo 500.000 $ come capitale versato dai suoi azionisti, ci\u00f2 significa che pu\u00f2 raccoglierne altri 500.000 se necessario<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a><a href=\"https:\/\/fastercapital.com\/it\/contenuto\/Integrazione-finanziaria--BRICS--creare-una-piu-forte-integrazione-finanziaria.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0https:\/\/fastercapital.com\/it\/contenuto\/Integrazione-finanziaria&#8211;BRICS&#8211;creare-una-piu-forte-integrazione-finanziaria.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/footer\/glossario\/index.html?letter=c&amp;dotcache=refresh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.bancaditalia.it\/footer\/glossario\/index.html?letter=c&amp;dotcache=refresh<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/BRICS_Contingent_Reserve_Arrangement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/BRICS_Contingent_Reserve_Arrangement<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Vento * \u2013 Il Bric: da aggregato geoeconomico a soggetto geopolitico La genesi dell&#8217;acronimo Bric viene ricondotta all&#8217;economista inglese Jim O&#8217;Neil quando a fine 2001 in un documento[1], redatto in qualit\u00e0 di Chief Economist della Banca di investimenti Goldaman Sachs, identific\u00f2 il nuovo aggregato geoeconomico composto da Brasile, Russia, India e Cina come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36585,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-36588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondire"],"blocksy_meta":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.6 - 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