{"id":37307,"date":"2025-06-30T14:47:49","date_gmt":"2025-06-30T14:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/?p=37307"},"modified":"2025-06-30T14:47:52","modified_gmt":"2025-06-30T14:47:52","slug":"brasile-un-nuovo-ordine-e-urgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazione.org\/esteri\/2025\/06\/30\/brasile-un-nuovo-ordine-e-urgente\/","title":{"rendered":"Brasile. Un nuovo ordine \u00e8 urgente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Teresa Isenburg<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non mi sembra facile, in questo periodo in cui l\u2019impalcatura su cui si sono fondate le relazioni internazionali e interne che conosciamo si sgretola, riunire qualche informazione che aiuti a capire ci\u00f2 che accade. Nel passaggio da un tentativo di mondo unipolare &#8211; immaginato da alcuni come possibile dopo l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica &#8211; alla realt\u00e0 di un mondo multipolare, l\u2019Occidente sembra avere scelto come unica strada quella militare e bellica, in una eterna Iliade con anche la richiesta agli dei di un nuovo scudo di Achille. Per vari motivi il Brasile si trova ad avere un ruolo di qualche peso in questa transizione e di conseguenza \u00e8 investito (in vista delle elezioni presidenziali del 2026, la cui campagna \u00e8 gi\u00e0 cominciata) da tensioni di destabilizzazione forti che investono in pieno il moderato governo Lula, che colloca la Federazione nel campo del multilateralismo. Questo ha conseguenze non solo nella politica estera, ma anche in quella interna impegnata a difendere le condizioni materiali di vita della maggior parte della popolazione a lieve discapito del dominio assoluto del capitale finanziario. Contro questo limitato ma concreto progetto con venature sociali, forze potenti si mobilitano con successo. Riportare interamente il Brasile sotto il dominio neoliberista estremo non solo trasferirebbe ricchezze dal versante di una piccola ridistribuzione alla rendita, ma anche indebolirebbe e ritarderebbe assai il Sud Globale in costruzione, mattone importante del multilateralismo. Traduco parte di un lungo articolo dall\u2019esplicito titolo \u201cL\u2019assedio silenzioso: anatomia della guerra politica nel Brasile attuale\u201d, che mi sembra aiuti a capire il paesaggio politico in questo momento e anche in altre realt\u00e0, ad esempio quella italiana dove pure \u00e8 in corso un impressionante smontaggio e rimontaggio dello Stato. Faccio anche un incompleto e riassuntivo elenco dei principali punti di scontro fra esecutivo e legislativo (il parlamento \u00e8 quello pi\u00f9 a destra di tutto il tempo post golpe, cio\u00e8 dal 1989) e fra legislativo e giudiziario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella politica interna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui come altrove ininterrotto \u00e8 il lamento sul debito pubblico. Ma quando l\u2019esecutivo propone interventi, il parlamento si oppone. Cos\u00ec una blanda riforma fiscale che introduce un lieve prelievo sui redditi medio alti viene sabotata, come pure l\u2019ipotesi di riconsiderare gli incentivi fiscali che raggiungono 500 miliardi R$ (pari a 4,4% del PIB) all\u2019anno, mentre un progetto di revisione giace nel cassetto della camera del 2021. In parallelo il tasso di interesse fissato dalla Banca Centrale cosiddetta indipendente (ma non dai mercati internazionali) ha raggiunto l\u2019esorbitante livello del 15% e ogni aumento dell\u20191% assorbe 80 miliardi R$ all\u2019anno. Ma forse l\u2019azione in corso pi\u00f9 indecente del congresso \u00e8 il blocco della proposta governativa di un piccolo aumento di IOF (Imposta su operazioni finanziarie) da 3,38% a 3,5% (+0,12%) per limare appunto il debito pubblico. \u00c8 ovvio che non \u00e8 una quantit\u00e0 che scuota l\u2019economia, ma \u00e8 un messaggio simbolico che colpisce la rendita&nbsp; finanziaria invece che la spesa sociale, ci\u00f2 che \u00e8 ideologicamente inaccettabile. Tanto pi\u00f9 che la situazione economica del paese \u00e8 buona: bassa inflazione (che non giustifica tassi di interessi astrali), scarsa disoccupazione e aumento dei posti di lavoro, crescita dei redditi soprattutto bassi, indici di crescita annui alti. Quello che colpisce \u00e8 la mancanza di pudore con cui vengono inviati i messaggi negativi senza considerare i dati reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro punto in cui il governo, non si sa perch\u00e9, \u00e8 sotto accusa concerne un grave scandalo in cui \u00e8 coinvolto indirettamente l\u2019INSS (Istituto Nazionale di Sicurezza Sociale). Per iniziativa della Polizia Federale (organo dello Stato) e della AGU (Avvocatura Generale dell\u2019Unione &#8211; organo del governo) \u00e8 stata portata alla luce un\u2019enorme truffa con trattenute illegali e illecite su pensioni attraverso associazioni private che, con false autorizzazioni, dagli anni di Bolsonaro rubavano prelievi truffaldini a ignari pensionati, forse con connivenze all\u2019interno dell\u2019INSS. Trattandosi di lavoratori e mondo previdenziale e sindacale ovviamente la grande stampa e la potente macchina dei social della destabilizzazione collegano tutto a Lula a prescindere dalla realt\u00e0 dei fatti. Il governo agisce con molta rapidit\u00e0 e sembra competente nell\u2019intervenire per i rimborsi ai truffati, mentre la polizia e la magistratura seguono il loro corso per colpire i responsabili e recuperare il denaro rubato. La camera a tempo di record ha attivato una commissione di inchiesta come luogo di propaganda antigoverno, anche se sembra che al momento emergano fra i responsabili esponenti della destra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre continua il processo degli indagati per le trame golpiste culminate nelle eversione dell\u20198 gennaio 2023 a Brasilia (e circolano deliranti discorsi sull\u2019amnistia ai colpevoli), ulteriore punto di tensione \u00e8 la proposta condotta dal formalissimo e competente ministro della giustizia Ricardo Lewandowski di attivare un coordinamento centralizzato di informazioni fra le polizie militari degli Stati per fare fronte al rafforzamento della criminalit\u00e0 organizzata, ormai saldamente impiantata in buona parte della Federazione e collegata con le reti internazionali. Ma molti governatori degli Stati, dei quali \u00e8 la competenza e il comando delle polizie militari, si oppongono a questa misura che considerano lesiva dei propri poteri. La materia \u00e8, come evidente, della massima complessit\u00e0 e viene trattata con prudenza dal momento che essa concerne il rapporto cardine fra Unione e Stati. (Apro una parentesi. Come sappiamo fra i protagonisti mondiali di primo piano della criminalit\u00e0 organizzata soprattutto in materia di sostanze stupefacenti e appalti pubblici vi \u00e8 la \u2018ndrangheta patria e a volte gi\u00e0 emergono connessioni ad esempio fra quest\u2019ultima e soprattutto il PCC (Primeiro Comando da Capital). Si hanno anche notizie di azioni congiunte delle polizie dei due paesi, cosa buona e che va coltivata. In questo contesto personalmente mi stupisce che la polizia italiana non abbia ancora ritrovato Carla Zambelli, la deputata condannata per crimini comuni, uscita dal Brasile a fine maggio, da diverse settimane in Italia e inserita dal Brasile nella lista rossa dei ricercati dall\u2019Interpol. La vicinanza ideologica fra la ricercata e parte dell\u2019esecutivo italiano si spera non influenzi l\u2019azione di polizia. Chiudo la parentesi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella politica internazionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo ha di fronte alcune scadenze importanti e non facili. A luglio ci sar\u00e0 a Rio la riunione dei capi di Stato e di governo dei 20 paesi che aderiscono, a titolo pieno o come partner, al BRICS. \u00c8 ovvio che il sodalizio \u00e8 visto dall\u2019Occidente come un nemico per il carattere multilaterale, per l\u2019organizzazione non statutariamente ingessata, per l\u2019inclusione di Stati fra loro diversi nelle forme di rappresentativit\u00e0 istituzionale e di profili economici. Tutte cose che presuppongono reciproco rispetto, metodo del dialogo e della trattativa, preferenza per i temi condivisi piuttosto che per quelli di contrasto. Il BRICS \u00e8 visto come nemico non solo dagli USA, ma anche dalla sciocca Europa e dalla sciocchissima Italia, che calpestano cos\u00ec i propri interessi e soprattutto quelli dei cittadini. Nel considerare gli accadimenti internazionali \u00e8 bene quindi inserire fra le variabili anche il sodalizio del Sud Globale. Aggiungo un altro nodo internazionale che l\u2019attuale governo deve gestire, cio\u00e8 il comportamento della cupola di parte della comunit\u00e0 ebraica. L\u2019immigrazione ebraica in Brasile risale ai primi decenni del XX secolo e aveva allora formato una consistente comunit\u00e0 raccolta attorno alla Casa del Popolo del quartiere Bom Retiro (nel 2006 era uscito un bel film su quel mondo, \u201cO ano em que meus pais sairam de ferias\u201d del registra Cao Hamburger). In anni pi\u00f9 recenti il baricentro della presenza ebraica in San Paolo si \u00e8 spostato nel pi\u00f9 elegante quartiere di Higienopolis con un progressivo avvicinamento al sionismo in diretta prossimit\u00e0 con lo Stato di Israele. La cupola della collettivit\u00e0 ebraica \u00e8 stata molto vicina a Bolsonaro e soprattutto in questo terzo governo Lula si ingerisce in modo pesante anche attraverso l\u2019ambasciatore nelle faccende interne del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra scadenza di rilievo \u00e8 la Cop 30 a Bel\u00e9m a novembre 2025. La preparazione procede con non poche difficolt\u00e0 per raggiungere punti di convergenza, l\u2019allontanamento degli USA da qualsiasi impegno ambientale pesa come un macigno, alcune opzioni del Brasile espongono il paese a critiche. La scelta di avviare prospezioni petrolifere lungo il Margine Equatoriale \u00e8 oggetto di opposizione varie all\u2019interno della Federazione ed \u00e8 utilizzate dalle grandi ONG ambientaliste per rafforzare il proprio messaggio. La difficolt\u00e0 di mantenere intatta la foresta amazzonica viene imputata da paesi e organizzazioni terze alla inadeguatezza dell\u2019esecutivo locale, trascurando le pesanti responsabilit\u00e0 di potenti soggetti internazionali che i rispettivi paesi non hanno interesse a controllare. Insomma, nel complesso il clima non sembra di particolare collaborazione, contaminato dai venti di guerra e dal negazionismo climatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficile interpretare se siamo nel corso di un ulteriore passo del cammino di decolonizzazione, certamente stiamo attraversando un momento di passaggio da un ordine internazionale ad un altro, il che esaspera coloro che abitano lo spazio in decadenza, ci\u00f2 che altre volte ha portato alla guerra. Ma la tecnologia dell\u2019oggi non permette questa scelta che coincide con annientamento. Che fare? Sembra che a questa domanda centrale nessuno riesca a tracciare una risposta. Ma certamente vale anche oggi il richiamo di Antonio Gramsci: \u201cIstruitevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra forza\u201d (L\u2019Ordine Nuovo, 1\u00b0 maggio 1919).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*&nbsp; *&nbsp; *&nbsp; *&nbsp; *&nbsp; *<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019assedio silenzioso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Reynaldo Jos\u00e9 Aragon Gon\u00e7alves **<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Brasile sta raggiungendo la met\u00e0 del 2025 in uno stato di latente tensione politica. La sensazione di normalit\u00e0 istituzionale \u00e8 solo apparente. Ci\u00f2 che \u00e8 in corso \u00e8 un\u2019offensiva continua e multiforme contro il governo eletto, contro la sovranit\u00e0 democratica e contro gli stessi meccanismi di sostegno repubblicano del paese. Questa offensiva non \u00e8 inedita, ma ha ormai raggiunto un nuovo livello di sofisticazione e intensit\u00e0. L\u2019assedio che si sta stringendo intorno al governo Lula, al Supremo Tribunale Federale (STF) e ai settori democratici della societ\u00e0 non si svolge solo nelle arene visibili del Parlamento e della stampa. Si articola anche nel campo finanziario, nelle dinamiche algoritmiche delle piattaforme digitali, nella produzione simbolica di delegittimazione e nella cattura della percezione pubblica da parte di forze che operano all\u2019interno e all\u2019esterno del territorio nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che rende il 2025 un punto di svolta \u00e8 il fatto che la disputa politica non si limita pi\u00f9 alle differenze programmatiche, n\u00e9 all\u2019oscillazione tra campo progressista e campo conservatore. Si tratta ora di una disputa sulla possibilit\u00e0 stessa dell\u2019esistenza di uno Stato in grado di regolare l\u2019economia, proteggere i diritti sociali e resistere alle forme contemporanee di dominio transnazionale. L\u2019attuale governo si trova ad affrontare non solo l\u2019opposizione, ma un processo coordinato di continuo indebolimento che combina ricatto parlamentare, sabotaggio economico, manipolazione informativa e guerra culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo processo non \u00e8 frutto del caso. Esprime l\u2019esaurimento di un ciclo storico e il consolidamento di un nuovo tipo di conflitto, in cui le istituzioni sono attraversate da vettori di instabilit\u00e0 permanente. L\u2019assedio si intensifica man mano che il sistema politico, l\u2019\u00e9lite economica e gli operatori della guerra&nbsp; dell\u2019informazione identificano nel governo Lula, nonostante tutti i suoi limiti, la minaccia di una minima inflessione verso un progetto nazionale. La reazione a questa possibilit\u00e0 \u00e8 violenta, coordinata e persistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, \u00e8 essenziale abbandonare le categorie di analisi tradizionali. Non ci troviamo pi\u00f9 di fronte a una democrazia liberale normalmente funzionante. N\u00e9 si tratta di una crisi episodica che verr\u00e0 superata con abilit\u00e0 politica e concessioni graduali. Quella in corso \u00e8 una sorta di guerra di logoramento istituzionale e simbolico, il cui obiettivo non \u00e8 vincere con il voto o con la discussione, ma impedire la ricostruzione dello Stato come legittimo mediatore degli interessi sociali. L\u2019assedio \u00e8 silenzioso, ma \u00e8 guerra. E come ogni guerra, opera destabilizzando continuamente, bloccando le iniziative, erodendo la fiducia pubblica e producendo sistematicamente impotenza politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>La crisi non \u00e8 nuova: l\u2019esaurimento del patto istituzionale<br>e la riconfigurazione dello Stato dopo il 2016<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019offensiva contro il governo e contro la democrazia brasiliana nel 2025 non nasce dal nulla. \u00c8 espressione di una lunga e progressiva decomposizione del patto istituzionale che ha sostenuto la ridemocratizzazione formale iniziata nel 1988. Ci\u00f2 a cui stiamo assistendo oggi \u00e8 il logico dispiegarsi di un processo iniziato con i primi conflitti distributivi del XXI secolo, che ha acquisito contorni pi\u00f9 definiti a partire dal 2005, si \u00e8 approfondito con le proteste del giugno 2013 e ha assunto la forma di una rottura nel 2016 con l\u2019impeachment fraudolento della presidente Dilma Rousseff. Da allora, il sistema politico brasiliano ha cessato di fungere da spazio di mediazione tra interessi contrastanti ed \u00e8 diventato un campo di dominio diretto di classe, guidato da meccanismi permanenti di eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2016, lo Stato brasiliano \u00e8 stato riorganizzato secondo una nuova logica. La Presidenza della Repubblica ha perso il proprio ruolo decisionale centrale. Il Congresso ha iniziato a esercitare il potere di veto su qualsiasi proposta di legge che, anche solo in minima parte, contrastasse gli interessi del capitale finanziario, dei media mainstream o dell\u2019\u00e9lite patrimoniale. La magistratura, in particolare il STF, \u00e8 stata sottoposta a un costante processo di intimidazione e logoramento pubblico. Le forze dell\u2019ordine e le agenzie di intelligence hanno iniziato a operare in modo sempre pi\u00f9 autonomo, a volte in collusione con aggregazioni politiche ed economiche che agiscono contro il patto democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riconfigurazione non \u00e8 stata improvvisata. \u00c8 stata condotta strategicamente da attori che hanno deciso che la democrazia rappresentativa sarebbe stata tollerata solo finch\u00e9 non avesse messo a repentaglio i pilastri dell\u2019accumulazione neoliberista, della subordinazione&nbsp; esterna e del controllo oligarchico sulle risorse statali. Dal momento in cui le politiche di redistribuzione, valorizzazione del lavoro, sovranit\u00e0 energetica o integrazione regionale hanno iniziato a produrre risultati concreti, il sistema ha reagito con virulenza. Lawfare, giuridicizzazione selettiva della politica, disinformazione di massa e moralismo reazionario sono stati mobilitati come armi di guerra. L\u2019obiettivo era chiaro: delegittimare, isolare, neutralizzare e, se possibile, distruggere ogni possibilit\u00e0 di una svolta storica verso un progetto popolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo Lula, al suo terzo mandato, non ha la forza di rompere con questa struttura. Al contrario, governa al suo interno, circondato da brutali limitazioni, ricatti quotidiani e un ambiente ostile sia a livello istituzionale che simbolico. La normalit\u00e0 istituzionale \u00e8 una finzione utile per i settori che traggono profitto dall\u2019instabilit\u00e0 cronica. Mentre gli operatori della politica istituzionale fingono di essere normali, il sistema viene corroso dall\u2019interno. La crisi non \u00e8 pi\u00f9 episodica. \u00c8 strutturale. E lo Stato brasiliano, riorganizzato dopo il 2016, \u00e8 diventato un territorio di contesa asimmetrica, dove le forze democratiche operano in uno stato di permanente svantaggio, senza reali strumenti istituzionali per affrontare il potere finanziario, la macchina della disinformazione e la guerra culturale in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Il governo sotto attacco: come funziona l\u2019assedio su pi\u00f9 fronti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assedio al governo Lula non \u00e8 il prodotto di un singolo attore, n\u00e9 di un\u2019azione coordinata centralizzata. La sua forza risiede proprio nella molteplicit\u00e0 dei fronti, nella convergenza degli interessi e nella dispersione tattica dei suoi operatori. La guerra politica in corso \u00e8 strutturata in modo distribuito, combinando vettori parlamentari, finanziari, mediatici, legali, digitali e culturali. \u00c8 questa simultaneit\u00e0 di fronti, ciascuno con il proprio ritmo e linguaggio, che rende l\u2019assedio tanto efficace quanto difficile da definire. Il governo non si trova di fronte a un nemico specifico. Si trova di fronte a una logica di potere che si riproduce all\u2019interno delle istituzioni stesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello parlamentare, il governo si trova paralizzato da un rapporto di forze chiaramente sfavorevole. La base di Bolsonaro non solo \u00e8 sopravvissuta alla sconfitta elettorale del 2022, ma si \u00e8 anche riorganizzata e rafforzata. Alleata con i centristi e alimentata da una retorica di sabotaggio sistematico, opera all\u2019interno del Congresso come una maggioranza informale dedita a bloccare, distorcere o smantellare qualsiasi iniziativa governativa che si allinei agli interessi popolari o alla sovranit\u00e0 nazionale. I progetti di legge vengono distorti prima di raggiungere la plenaria. Gli emendamenti di bilancio vengono negoziati secondo la logica di mercato. Le leggi vengono utilizzate per creare scandali, crisi e mantenere il governo sulla difensiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In campo economico, il mercato finanziario agisce come un potere di veto. Ogni tentativo di promuovere politiche di distribuzione del reddito, di rafforzamento dello Stato o di investimenti pubblici viene immediatamente contrastato attraverso allarmismi, fluttuazioni dei tassi di cambio e copertura mediatica allarmistica. La governance \u00e8 soggetta alla logica del capitale, che esige stabilit\u00e0 solo quando questa coincide con i suoi interessi. La politica monetaria \u00e8 istituzionalmente protetta, ma funziona come strumento di pressione. La Banca Centrale, formalmente autonoma, agisce come agente della rendita, promuovendo un silenzioso sabotaggio contro la crescita, l\u2019occupazione e gli investimenti produttivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel settore dei media, le grandi imprese di comunicazione mantengono una copertura asimmetrica, caratterizzata da una sistematica sfiducia, un\u2019enfasi sulle crisi create ad arte e la deliberata omissione dei progressi governativi. Lo spazio simbolico \u00e8 perennemente teso. I titoli creano una percezione di fallimento, mancanza di controllo e paralisi. Editorialisti e commentatori specializzati si alternano nel minare la legittimit\u00e0 delle politiche pubbliche, riproducendo narrazioni di mercato sotto le mentite spoglie di analisi tecnica. Il giornalismo politico \u00e8 diventato uno strumento di disciplina ideologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sfera digitale, l\u2019assedio assume contorni ancora pi\u00f9 sofisticati. Con le piattaforme dei social media sotto il controllo delle grandi aziende tecnologiche straniere, la sfera pubblica brasiliana \u00e8 attualmente soggetta a meccanismi di mediazione algoritmica che definiscono cosa circola, cosa diventa virale e cosa viene messo a tacere. Le piattaforme non sono neutrali. Operano sulla base di modelli di business che premiano il coinvolgimento tossico, la radicalizzazione emotiva e la polarizzazione antisistemica. Questo modello favorisce strutturalmente l\u2019estrema destra, i professionisti della disinformazione e il discorso antipolitico. Il governo Lula e i settori progressisti operano in una situazione di svantaggio strutturale in questo ambito, perch\u00e9 si basano su principi come responsabilit\u00e0, complessit\u00e0 e razionalit\u00e0, sistematicamente penalizzati da algoritmi di monetizzazione. La logica del coinvolgimento favorisce l\u2019incitamento all\u2019odio, la semplificazione grossolana e la radicalizzazione emotiva. Il governo, pur con una presenza istituzionale sui social media, opera in un ambiente ostile, dove il suo messaggio viene sistematicamente intercettato, squalificato o distorto da macchine di produzione simbolica al servizio dell\u2019antipolitica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello legale e istituzionale, i residui della strategia del lawfare continuano a operare. Procuratori, giudici e agenti di polizia federale agiscono in modo selettivo, alimentando indagini spettacolari che servono al dramma politico piuttosto che al giusto processo. Le indagini vengono aperte sulla base di ritagli di giornale. Le commissioni parlamentari d\u2019inchiesta, come quella&nbsp; sull\u2019INSS, diventano palcoscenici di umiliazione pubblica, fabbricando scandali per fare notizia e alimentare reti di disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la guerra culturale \u00e8 lo sfondo permanente. Gestita da think tank, chiese neo-pentecostali, influencer digitali e settori militari, riconfigura il buon senso e trasforma legittime controversie politiche in battaglie morali. Antifemminismo, anticomunismo, negazionismo del cambiamento climatico e discorsi contrari ai diritti umani si articolano come vettori di mobilitazione emotiva, generando risentimento sociale e delegittimando la democrazia come valore. Questa \u00e8 la struttura dell\u2019assedio. Un sistema che opera attraverso la ridondanza strategica. Quando il Congresso cede, il mercato si irrigidisce. Quando la stampa si raffredda, internet si infiamma. Quando il sistema giudiziario esita, la moralit\u00e0 religiosa urla. Quando la politica resiste, la cultura attacca. Il governo si ritrova immerso in una guerra asimmetrica, in cui ogni fronte alimenta gli altri, producendo un senso permanente di crisi e una paralisi programmata della capacit\u00e0 di governare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019alleanza invisibile: Big Tech e mercato come operatori della nuova egemonia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ingegneria dell\u2019assedio al governo Lula non \u00e8 supportata solo da forze visibili come il Parlamento o i media tradizionali. \u00c8 strutturata sulla base di un\u2019alleanza tacita ma profondamente efficace tra due vettori centrali del potere contemporaneo: il mercato finanziario e le piattaforme digitali. Ognuno opera con una propria logica, ma entrambi condividono un obiettivo comune: mantenere il Paese sotto un regime di dominio informativo ed economico che rende impraticabile qualsiasi tentativo di ricostruzione democratica, distributiva o sovrana. Questa alleanza silenziosa, mediata da flussi di capitali, dati e algoritmi, \u00e8 il cuore della nuova egemonia in discussione in Brasile nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In termini economici, il mercato finanziario ha cessato di essere un mero ambiente di speculazione ed \u00e8 diventato un agente politico diretto. I suoi strumenti sono ben noti. Volatilit\u00e0 dei tassi di cambio, pressione sui tassi di interesse, narrazioni sul rischio paese, declassamenti simbolici promossi da banche e broker, messaggi criptati inviati da analisti travestiti da tecnici. La logica d\u2019azione \u00e8 chiara. Il governo pu\u00f2 esistere, purch\u00e9 non governi. Qualsiasi accenno ad aumentare gli investimenti pubblici, a valorizzare il lavoro, a tassare i super-ricchi o a rivedere il tetto alla spesa viene immediatamente interpretato come una minaccia all\u2019ordine. La risposta arriva sotto forma di sabotaggio silenzioso: dollaro in rialzo, mercato \u201cnervoso\u201d, editoriali allarmistici. La politica economica \u00e8 quindi sottoposta a un regime permanente di ricatto e coercizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il potere di mercato sarebbe limitato senza il rinforzo simbolico offerto dall\u2019ecosistema digitale controllato dalle grandi aziende tecnologiche. La sfera pubblica brasiliana \u00e8 attualmente soggetta a meccanismi di mediazione algoritmica che definiscono cosa circola, cosa diventa virale e cosa viene messo a tacere. Le piattaforme non sono neutrali. Operano sulla base di modelli di business che premiano il coinvolgimento tossico, la radicalizzazione emotiva e la polarizzazione antisistemica. Il governo Lula e i settori progressisti operano in una situazione di svantaggio strutturale in questo ambito, perch\u00e9 si basano su principi come responsabilit\u00e0, complessit\u00e0 e razionalit\u00e0, sistematicamente penalizzati da algoritmi di monetizzazione. Il funzionamento quotidiano di queste piattaforme \u00e8 quello di una guerra cognitiva automatizzata attraverso reti coordinate, diffusione artificiale di contenuti, disinformazione su larga scala, espressioni prodotti dall\u2019intelligenza artificiale, video tagliati fuori contesto per renderli virali, attacchi organizzati a personaggi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le istituzioni democratiche, in particolare la Presidenza della Repubblica e il STF, sono diventate bersagli sistematici di questo circuito. Qualsiasi discorso del presidente viene immediatamente sfigurato da una valanga di distorsioni che precedono e superano la circolazione istituzionale. L\u2019autorit\u00e0 viene erosa in tempo reale. L\u2019obiettivo \u00e8 semplice ed efficace: infrangere gli ultimi pilastri di legittimit\u00e0 istituzionale che ancora sostengono la democrazia formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa alleanza tra mercato e piattaforme produce un effetto cumulativo. La sfiducia seminata dal mercato viene amplificata dalle grandi imprese tecnologiche. La disinformazione che circola sui social media legittima il veto finanziario. La narrazione della crisi genera una fuga di capitali, convertita in titoli e poi moltiplicata digitalmente in un linguaggio emotivo. \u00c8 un sistema autoreferenziale, ma con effetti concreti. Il governo non solo perde la capacit\u00e0 di prendere l\u2019iniziativa, ma \u00e8 costretto a reagire costantemente a una realt\u00e0 manipolata, i cui movimenti vengono anticipati, distorti o bloccati prima ancora di essere compresi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sovranit\u00e0 brasiliana \u00e8 quindi doppiamente compromessa. Sul piano economico, perch\u00e9 la politica fiscale, monetaria e di bilancio \u00e8 soggetta al controllo informale del mercato, che non \u00e8 sottoposto ad alcun voto. Sul piano informativo, perch\u00e9 l\u2019accesso all\u2019opinione pubblica \u00e8 mediato da societ\u00e0 straniere che modulano la percezione politica della popolazione sulla base di interessi privati \u200b\u200be codici opachi. Non si tratta solo di censura o manipolazione dei contenuti. Si tratta di un\u2019architettura sistemica di destabilizzazione permanente. Il governo non governa da solo. Governa sotto la supervisione, l\u2019assedio e il sabotaggio dei due principali operatori del nuovo ordine mondiale: il capitale finanziario globale e il capitale informativo privato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>La guerra culturale e l\u2019avanzamento dell\u2019estrema destra internazionale: il Brasile come trincea geopolitica<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2025, il Brasile non \u00e8 solo una democrazia vulnerabile. \u00c8 anche un territorio centrale nel quadro della nuova riorganizzazione geopolitica dell\u2019estrema destra globale. Il bolsonarismo, lungi dall\u2019essere un fenomeno esclusivamente nazionale, fa parte di una rete transnazionale di forze reazionarie articolate attraverso fondazioni conservatrici, think tank privati, piattaforme digitali, chiese ultraconservatrici e conglomerati economici che operano al di fuori delle istituzioni formali. Questa rete ha in Brasile non solo un banco di prova, ma anche un fronte d\u2019azione strategico. Il Paese \u00e8 diventato una trincea centrale della guerra culturale contemporanea, dove valori, narrazioni e identit\u00e0 sono contestati con implicazioni dirette sulla correlazione tra forze politiche interne ed esterne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra culturale in corso non \u00e8 casuale. \u00c8 strutturale. Funziona come cemento ideologico di un\u2019offensiva che mira a rimodellare lo Stato e la societ\u00e0 sulla base di valori autoritari, gerarchici, patriarcali, razzisti e antiscientifici. Depoliticizza il dibattito pubblico trasformando le controversie materiali in conflitti morali. Trasforma la lotta di classe in una guerra di valori. Sostituisce il campo economico con quello religioso. In questo processo, il bolsonarismo opera come vettore nazionale di una pi\u00f9 ampia offensiva internazionale, che ha come riferimenti il \u200b\u200btrumpismo negli Stati Uniti, il sionismo di estrema destra in Israele, i partiti ultra-identitari in Europa e le strategie comunicative di disinformazione applicate in diversi paesi del Sud Globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Brasile, questa guerra culturale si sta svolgendo a diversi livelli. Colpisce le scuole pubbliche con la censura e progetti di indottrinamento ideologico mascherati da neutralit\u00e0 pedagogica. Attacca universit\u00e0, istituti federali e centri di ricerca con campagne di criminalizzazione e tagli al bilancio. Utilizza la fede evangelica per promuovere una cultura di cieca obbedienza, avversione alla scienza, adorazione dell\u2019autorit\u00e0 e negazione dei diritti umani. Opera sui social media con narrazioni che collegano il governo Lula al comunismo, alla perversione morale o alle minacce alla famiglia. Opera anche sulla scena internazionale, mobilitando cause come il sostegno incondizionato allo Stato di Israele come arma simbolica per attaccare posizioni progressiste e costruire una retorica di guerra di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale processo non \u00e8 spontaneo. \u00c8 finanziato, organizzato e guidato da gruppi specializzati in guerra psicologica, ingegneria dell\u2019opinione pubblica e cattura della soggettivit\u00e0. Non \u00e8 solo una disputa narrativa. \u00c8 una guerra ontologica, che riorganizza il modo in cui milioni di persone percepiscono la realt\u00e0, il potere, la politica e il proprio posto nel mondo. L\u2019estrema destra internazionale ha capito prima della sinistra che il XXI secolo non si vincer\u00e0 solo alle urne, ma nell\u2019ampio campo della cognizione, dell\u2019affettivit\u00e0, della&nbsp; moralit\u00e0 e del buon senso. La conquista della cultura precede la presa del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, il Brasile \u00e8 diventato una linea del fronte geopolitico. A causa delle sue dimensioni, della sua posizione strategica in Sud America, della sua tradizione di pensiero critico e del suo ruolo nel sistema internazionale, il paese rappresenta una minaccia concreta all\u2019egemonia neoliberista e neocoloniale. Ogni tentativo di ricostruire un progetto nazionale sovrano e redistributivo, integrato con il Sud del mondo, si scontra immediatamente con tutta la forza dell\u2019apparato simbolico e istituzionale delle forze reazionarie. Per questo motivo, il governo Lula viene attaccato non solo per le sue politiche, ma per ci\u00f2 che simboleggia: la possibilit\u00e0 di uno storico allontanamento dagli assi del dominio globale. In questo contesto, il bolsonarismo opera come agente locale di una controrivoluzione globale. Non \u00e8 una forza isolata. \u00c8 un campo articolato. La guerra culturale, quindi, non \u00e8 una cortina fumogena. \u00c8 il campo di battaglia stesso. E su di esso, il Brasile \u00e8 oggi un territorio molto conteso nel pianeta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>**O cerco silenzioso: anatomia da guerra pol\u00edtica no Brasil atual, \u201cBrasil 247\u201d, 21.06.2025. L\u2019autore \u00e8 giornalista e ricercatore del Nucleo di Studi in comunicazione, cognizione e computazione\/NEECCC. Traduzione attraverso Google.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teresa Isenburg Non mi sembra facile, in questo periodo in cui l\u2019impalcatura su cui si sono fondate le relazioni internazionali e interne che conosciamo si sgretola, riunire qualche informazione che aiuti a capire ci\u00f2 che accade. 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